Salvatore Ferragamo

Bel progresso ieri per Salvatore Ferragamo, +5,65% a 13,64 euro, con riattivazione del rally partito giovedì scorso dopo la pausa fisiologica delle ultime sedute. Il titolo era scattato in avanti grazie all'annuncio del varo del nuovo assetto di governance. In pratica la famiglia fiorentina fa un passo indietro, con "i poteri esecutivi in precedenza esercitati dal Presidente Ferruccio Ferragamo" conferiti a Michele Norsa nominato Vice Presidente Esecutivo. Norsa è stato a.d. della società dal 2006 al 2016 e secondo alcuni analisti il suo ritorno potrebbe preludere a un passaggio di proprietà (di cui peraltro si vocifera da tempo): il manager è infatti "industrial partner" del Fondo Strategico Italiano. Quest'ultimo nel luglio 2018 ha acquisito il 41,2% di Missoni (dove Norsa è vice presidente) e pare verosimile che possa mettere a segno una nuova operazione nel settore lusso. Dopo la chiusura del mercato il FTSE Italia Index Series Technical Committee ha deciso che a partire dal 22 giugno Salvatore Ferragamo e BPER Banca usciranno dal paniere dell'indice FTSE MIB: il loro posto verrà preso da Interpump e Inwit. Possibile che la notizia dell'uscita dalla lista delle "blue chip" possa penalizzare il titolo. Salvatore Ferragamo ha superato ieri il recente massimo a 13,19 euro, lanciandosi verso il top del 24 marzo a 14,27: una vittoria su questo ultimo riferimento decreterebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione da metà marzo, figura rialzista capace di proiettare i prezzi sul picco di inizio anno a 19,52: conferme definitive in tal senso oltre l'ex supporto a 15,80. Segnali di debolezza alla violazione di 11,40, prologo a un approfondimento verso 9,50-10,00.

STM

Balzo quasi da record ieri per STM, il titolo arriva a salire dell'8% circa, una performance di guadagno raggiunta solo altre tre volte quest'anno. A sostenere le quotazioni le notizie che vengono dall'americana Microchip Technology, leader nel comparto dei microcontrolli dove STM realizza il 20% circa dei propri ricavi, che ha migliorato le stime relative al primo trimestre del suo esercizio (che si chiude a fine giugno) portandole al di sopra delle attese degli analisti. Microchip Technology ha alzato del 3% il punto intermedio della forchetta dei ricavi attesi grazie ad annullamenti di ordini minori del previsto. Positiva per il comparto anche la notizia che il mercato dell'auto sta mostrando in Cina segnali di ripresa incoraggianti, una crescita del 12% a maggio dopo quella del 4% di aprile e il calo del 50% nel primo trimestre dell'anno. STM ha toccato un massimo intraday a 24,56 euro per poi stabilizzarsi poco al di sotto di 24,50 (chiusura martedì a 22,75 euro). Grazie al superamento del picco del 26 maggio a 23,45 i prezzi hanno completato il doppio minimo (figura rialzista formata da due minimi allineati sugli stessi livelli) disegnata a partire dal 15 maggio in area 21,50. Target del doppio minimo, ottenuto proiettandone l'ampiezza dal punto di rottura, a 25,50 circa, in linea con il massimo del 30 aprile a 25,41 euro. Oltre quei livelli obiettivo per il rialzo a 26 euro. Discese fino a 24 euro non farebbero temere per la tenuta dell'uptrend, sotto quei livelli invece rischio di ricopertura del gap rialzista lasciato mercoledì in avvio con base a 22,90 euro circa.

Fincantieri

Ottima performance ieri per Fincantieri +8,87% in scia alla notizia della firma di un Memorandum of Understanding con Eni che estende la collaborazione nel campo della Ricerca e Sviluppo avviata tra le due società italiane nel 2017. Fulcro del rinnovo delle intese saranno lo sviluppo di iniziative innovative in ambito di decarbonizzazione e di economia circolare (waste to energy, sulla produzione e trasporto di vettori energetici come il gas naturale, il metanolo o l'idrogeno, le fuel cells e le rinnovabili off-shore). Fincantieri è riuscita a recuperare il sostegno orizzontale in area 0,62/0,64, picco di marzo e punto di passaggio della media mobile a 50 giorni, segnalando l'intenzione di risalire la china verso gli ostacoli in area 0,78. Ulteriori segnali di forza giungerebbero oltre questo limite per target successivo a 0,90, picco di maggio. Discese sotto area 0,60 farebbero invece temere una estensione al ribasso in atto da maggio verso 0,50/0,51 circa.

(SF - www.ftaonline.com)