Campari

Bene Campari, +0,68% ieri, che approfitta del balzo di Remy Cointreau +8,3% a Parigi. Il gruppo francese ha chiuso lo scorso 31 marzo l'esercizio 2019-2020 con utile netto in calo del 29% a/a a 113,4 milioni di euro, con ricavi a -9% a/a a 1,02 miliardi. Il colosso francese del settore spirits ha dichiarato di attendersi un difficile primo semestre per l'attuale anno fiscale (con un crollo compreso tra il 45% e il 50% per l'utile operativo corrente), ma anche un deciso recupero nella seconda parte dell'esercizio, grazie soprattutto alla spinta della Cina. Sotto il profilo grafico Campari resta in vista degli ostacoli tenaci a 7,35/7,44 in attesa di spunti per estendere la reazione partita a marzo almeno fino a 7,56, quota pari al 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dal top di febbraio. Sarà poi decisiva la rottura di questo limite, per target a 8,45, lato alto del gap del 24 febbraio. Sotto i 7 euro rischio invece di ripiegamenti verso 6,60 e 6,30.

Italgas

Italgas guadagna terreno nella seduta di giovedì nonostante la notizia dell'istruttoria dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (antitrust) per verificare se Italgas Reti Spa abbia abusato della propria posizione dominante detenuta in qualità di concessionaria esclusiva del servizio di servizio di distribuzione del gas in diversi Comuni della Provincia di Venezia "al fine di inibire o ritardare significativamente la prevista procedura competitiva per l'affidamento del servizio". Un portavoce di Italgas ha dichiarato che il gruppo fornirà i chiarimenti necessari. Segnaliamo che ieri il gruppo si è aggiudicato la gara per la gestione del servizio di distribuzione del gas naturale nell'Ambito Territoriale Belluno per i prossimi 12 anni. L'assegnazione consente a Italgas di incrementare di circa 40.000 unità il numero delle utenze servite. Infine, secondo indiscrezioni Italgas è l'unico operatore industriale ammesso alla short list per acquisire il 100% di Depa Infrastructures in Grecia. Il titolo ha terminato la seduta di giovedì con un rialzo dell'1,35% a 5,25 euro. I massimi di giornata, a 5,33, sono allineati con il picco del 9 marzo a 5,316, limite inferiore del gap ribassista apertosi in quella data con lato alto a 5,53 euro. Se le quotazioni riuscissero a tornare sopra 5,33/35 il target si sposterebbe quindi a 5,53, con una resistenza successiva a 5,93 euro, sul top del 5 marzo. Sotto 5,15 il veloce rialzo in atto dal minimo del 19 maggio a 4,63 potrebbe andare incontro ad una correzione, rischio in quel caso di flessioni verso 4,90, poi a 4,78 euro, area di transito della linea che sale dai minimi di marzo.

Trevi Finanziaria Industriale

Altra brusca accelerazione ieri per Trevi Finanziaria Industriale (+19,75%, +120% circa in tre sedute) grazie alle indiscrezioni di stampa secondo cui il piano industriale prevede la cessione della divisione Soilmec o, in alternativa, un'aggregazione. Trevi ha smentito con un comunicato, aggiungendo che non sono in corso trattative con Webuild (la ex Salini Impregilo, +5,14% a 1,4310 euro) "in relazione a possibili operazioni straordinarie". Webuild ha lanciato nel 2019 il Progetto Italia, un'operazione di consolidamento del settore delle costruzioni che vede il coinvolgimento di Astaldi senza chiudere la porta ad altri gruppi. Un eventuale ingresso di Trevi nel progetto rafforzerebbe la posizione di Webuild ed è evidentemente ben visto da operatori e investitori. L'analisi del grafico di Webuild mette in evidenza il segnale rialzista inviato ieri con il superamento dei massimi di fine aprile/inizio maggio a 1,38-1,39 euro, e l'attacco agli ex supporti a 1,44 circa (minimi di inizio febbraio). Una eventuale stabilizzazione oltre questi ultimi riferimenti creerebbe le premesse per un'estensione verso i livelli del settembre 2019 a 2,15-2,20: conferme definitive in tal senso al superamento di 1,5470 (massimo del 20 febbraio). Discese sotto 1,21 anticiperebbero invece un test del minimo del 20 maggio a 1,0950, supporto decisivo per scongiurare un'inversione di tendenza e il rischio di ritorno sugli 0,65 toccati il 16 marzo.

(SF - www.ftaonline.com)