Monrif

In forte rialzo ieri, Monrif (+18% a 0,124 euro). La società ha comunicato di aver ricevuto il via libera dalla Consob alla pubblicazione del prospetto informativo nell'ambito della fusione per incorporazione di Poligrafici Editoriale in Monrif. La fusione sarà efficace dal prossimo 22 giugno e decreterà l'estinzione di Poligrafici Editoriale e delle relative azioni, che verranno revocate dal mercato a partire dal 24 giugno p.v. Gli azionisti di Poligrafici Editoriale riceveranno un valore di liquidazione pari a 0,20182 euro per ogni azione detenuta. Il titolo ha toccato ieri in chiusura di scambi nuovi massimi da oltre due mesi, lasciandosi alle spalle sia il picco del 7 maggio a 0,1225 euro che la media a 100 sedute in area 0,117. Necessaria nel breve la permanenza proprio al di sopra di questo ultimo livello per avvalorare il segnale appena inviato e favorire il proseguimento della corsa verso gli obiettivi a 0,135 e 0,141. Il ritorno sotto 0,117 invece indebolirebbe il quadro grafico, introducendo il riavvicinamento alla trendline che sale dai bottom di marzo ora a 0,10 circa e l'eventuale successivo affondo verso quota 0,090.

Saipem

Seduta negativa giovedì per Saipem (-1,22%), nonostante il rimbalzo del petrolio. Mercoledì è stato pubblicato il dato sulla variazione settimanale delle scorte Usa di greggio aumentate di 1,21 milioni di barili, più delle attese (-0,15 mln b) e meno della rilevazione precedente (+5,72 mln b). Da segnalare anche il report mensile dell'Opec che stima un calo di ben 9,1 milioni di barili al giorno della domanda di petrolio nel 2020 (in linea con le stime precedenti). Sul fronte dell'offerta il cartello ha rivisto al rialzo di 0,3 milioni di barili al giorno le forniture non-Opec di liquidi e quindi porta la previsione annua a un calo annuo 3,2 mln b/d per questi produttori. Il dato tiene conto degli impegni presi dai 10 Paesi che partecipano all'Opec+ (ossia fra l'altro, della produzione russa). In particolare il cartello sottolinea che i dieci Paesi avrebbero tagliato la produzione di 2,59 mln b/d a maggio (a 21,57 mln b/d) e che l'Opec avrebbe ridotto di 6,25 mln b/d nello stesso periodo (a 21,57 mln b/d). Fuori dall'Opec+ si sarebbero registrati cali produttivi di 2 mln b/d ad aprile e di 0,8 mln b/d a maggio, soprattutto negli USA e in Canada. Graficamente Saipem si sta muovendo per vie laterali sopra la base del canale tracciato dai minimi di marzo, a 2,18 circa, senza però riuscire a lasciarsi alle spalle i primi ostacoli a 2,50/2,55. L'incapacità di superare questa soglia rischia di riattivare il downtrend di fondo: conferme in tal senso sotto 2,18 per supporti a 1,77. Oltre 2,55 atteso il test di 2,75/80, resistenza successiva a 2,82 euro, lato alto del gap del 9 marzo.

Snam

Snam recupera in chiusura lo 0,31%: l'assemblea ha approvato il bilancio 2019 e nominato Nicola Bedin presidente del consiglio di amministrazione. Sotto il profilo grafico Snam è tornata a mettere sotto assedio i massimi di inizio giugno a 4,57 in attesa dello spunto risolutivo per estendere la reazione partita a marzo in direzione di obiettivi a 4,70 e 4,84, top del 27 febbraio. L'incapacità di superare area 4,60 potrebbe invece alimentare nuovi cali, ma solo sotto 4,10 giungerebbero pericolosi segnali negativi: in tal caso verrebbe completato il doppio massimo disegnato da 4,57 per target negativi a 3,60 circa.

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