Pirelli

Settore auto in calo dopo il coinvolgimento di Continental (che perde al momento il 3% circa a 84,52 euro) nell'indagine della magistratura tedesca sulle falsificazioni delle emissioni di motori diesel condotta su Volkswagen e Audi. A Milano tra gli altri Pirelli risente della situazione, sulla societa' pesano anche una contrazione dei volumi di vendita conseguente alla pandemia di Covid-19, il mercato in Brasile che resta debole e il fattore cambio, con le monete dei paesi emergenti sotto ulteriore pressione. Il titolo scende fino a 3,638 euro per poi risalire in area 3,70 a fronte di una chiusura martedi' a 3,775 euro. Sotto 3,71 i prezzi hanno violato il minimo del 25 giugno posto sul 50% di ritracciamento del rialzo dal minimo del 1° aprile. Prossimo supporto critico a 3,64, linea di tendenza che sale dai minimi di aprile e base del gap rialzista del 26 maggio. Una eventuale violazione anche di questi livelli potrebbe anticipare discese verso i 3,20 euro almeno. Per riproporre un quadro rialzista sarebbe necessaria la rottura di 3,90 euro. In quel caso target a 4,14, gap dell'11 giugno.

Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli crolla sotto i minimi di maggio a 26 euro, confermando il segnale negativo scattato la scorsa ottava con la violazione della linea tracciata dai minimi di marzo e coincidente a 28 circa con la neckline di un testa e spalle ribassista in formazione da maggio. Appare dunque molto elevato il rischio di assistere a un'accelerazione ribassista verso almeno i minimi di marzo a 23,80 euro. Sotto questo riferimento possibile estensione fino a 22 euro circa. Solo una reazione perentoria al di sopra di quota 28,20 permetterebbe di allentare le pressioni dei venditori, ma il quadro grafico resterà orientato al ribasso finché area 30 non sarà di nuovo alle spalle. Mercoledì le vendite hanno colpito l'intero settore del lusso in scia ai nuovi disordini a Hong Kong: quasi 200 gli arresti e utilizzo di cannoni ad acqua e gas lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine contro i manifestanti che protestavano contro l'introduzione ieri della legge cinese sull'ordine pubblico, ritenuta troppo restrittiva. I titoli del settore lusso furono particolarmente colpiti dalle vendite durante le proteste dell'anno scorso: Hong Kong è uno dei principali mercati mondiali per i gruppi del comparto.

doValue

doValue accelera sul mercato degli NPL in Grecia: siglato un Memorandum of Understanding con Bain Capital Credit per la gestione in esclusiva di un portafoglio di crediti deteriorati nel Paese ellenico per un valore complessivo di circa 2,6 miliardi di euro. Nel comunicato si legge che Il portafoglio, denominato "Project Icon", è stato originato da National Bank of Greece ed è composto principalmente da crediti secured Large Corporate, SME e Small Business, provenienti da oltre 1.500 debitori distribuiti in tutto il territorio greco. L'operazione permette a doValue di portare a oltre 3,3 miliardi di euro il totale dei nuovi mandati di gestione a essa affidati nel 2020 e di superare l'obiettivo di 1-2 miliardi per anno di nuovi mandati sul mercato greco fissato dal Business Plan. Si conferma dunque promettente il business del servicing nell'Europa meridionale nonostante gli effetti negativi dell'emergenza coronavirus. Da segnalare che Bain Capital Credit Member da aprile è secondo maggiore azionista di doValue con il 10% (Softbank ha il 26,8%, Jupiter terzo con il 7,7%): l'operazione Project Icon è quindi il primo prodotto di una partnership che dovrebbe riservare ulteriori opportunità. Bain Capital Credit è infatti uno dei principali investitori internazionali specializzati nel settore dei crediti con assets under management (AUM) pari a 39,7 miliardi di dollari. L'analisi del grafico di doValue mette in evidenza il recupero in essere da fine marzo, movimento che ha portato il titolo a contatto con l'ex supporto a 8,50-8,60 euro. Una stabilizzazione oltre questo ostacolo creerebbe le condizioni per un allungo verso area 9,60, altro ex supporto ora resistenza determinante nel medio periodo: il superamento della stessa permetterebbe ai prezzi di ambire al ritorno sui 12,90 toccati a febbraio. L'incapacità di superare 8,50-8,60, se seguita da discese sotto 7,50, anticiperebbe invece un test di 6,40-6,50 dove si concentrano il minimo del 15 giugno e la base del canale che conduce il recupero partito a marzo: l'eventuale violazione di questi riferimenti preluderebbe al ritorno sui minimi a 4,85 (conferme definitive in tal senso sotto 5,00-5,10).

(SF - www.ftaonline.com)