Atlantia

Potente rimbalzo per Atlantia ieri, +26,65% a 14,4950 euro, che ha festeggiato lo scampato pericolo: con gli impegni presi nella notte dal governo con la holding dei Benetton il rischio di revoca della concessione della controllata Autostrade per l'Italia sembra definitivamente svanito. L'intesa prevede: l'immediato passaggio del controllo di AspI a Cdp (le ultime indiscrezioni riferiscono di acquisizione del 33% con un aumento di capitale e acquisto del 22% da parte di investitori privati designati da Cdp) e la progressiva uscita definitiva di Atlantia in occasione della quotazione in borsa; misure compensative ad esclusivo carico di ASPI per il complessivi 3,4 miliardi di euro; riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all'articolo 35 del Milleproroghe; rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi; accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall'Autorità di regolazione dei trasporti con una significativa moderazione della dinamica tariffaria. In alternativa Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l'intera partecipazione in ASPI, pari all'88%, a CDP e a investitori istituzionali di suo gradimento. Dal punto di vista grafico Atlantia e' tornato mercoledi', anche se solo marginalmente, al di sopra della "neckline" del testa spalle ribassista disegnato dal top del 30 aprile (completato con il gap ribassista del 9 luglio) mettendo fine a quella fase di calo che per altro aveva gia' raggiunto con i minimi del 14 luglio a 11,20 euro il target del testa spalle. La rottura a 14,60 della trend line che scende dal top del 5 giugno confermerebbe l'inversione in senso positivo e permetterebbe movimenti fino a 16,20/40 euro. Attenzione tuttavia che fino a che area 14,60 non sara' alle spalle restera' elevato il rischio di una ricopertura almeno parziale del gap rialzista lasciato mercoledi' in avvio dai prezzi tra 11,88 e 13,48 euro.

Pirelli

Buona performance ieri per Pirelli, +3,13% a 3,8240 euro. il Vice Presidente Esecutivo e CEO, Marco Tronchetti Provera, ha deciso di proporre al cda previsto il prossimo 23 luglio la costituzione, alle sue dirette dipendenze, della Direzione Generale co-CEO e di affidarla ad Angelos Papadimitriou, in considerazione del futuro percorso di successione in linea con la Procedura già adottata dalla società. L'analisi del grafico di Pirelli evidenzia che il titolo sta provando a dare continuità al rimbalzo partito venerdì dal minimo a 3,55 euro. Indicazioni confortanti in tal senso giungerebbero a seguito del perentorio superamento di 3,90, prologo ad estensioni verso 4,10-4,15 almeno, con obiettivo successivo a 4,47, massimo di inizio giugno. Sotto 3,67 probabile test di 3,55, con rischio approfondimenti verso 3,3430 e 3,0390, minimo storico del 16 marzo.

SeSa

Bel progresso ieri per SeSa, +2,42% a 59,30 euro, con nuovo massimo storico a 60,00 euro. Mediobanca ha confermato il giudizio outperform sul titolo e incrementato il target da 60 a 70 euro in scia ai dati del bilancio annuale chiuso al 30 aprile 2020 approvati martedì dal cda. Le performance economiche dell'esercizio risultano superiori al track record storico (CAGR 2011-20 ricavi +10,1%, CAGR 2011-20 EBITDA +11,9%) e al mercato di riferimento. I ricavi si sono attestati a 1.776,0 milioni di euro (+14,5% a/a, con contributo alla crescita annuale consolidata derivante dalla leva esterna pari a circa il 20%), l'EBITDA a 94,5 milioni (+27,1% a/a, contributo 27%) con EBITDA margin che passa dal 4,79% del 2019 al 5,32%. Il risultato netto consolidato dopo la quota di competenza di terzi adjusted è pari a +41,2 milioni di euro, +31,1% a/a. La Posizione Finanziaria Netta del Gruppo al 30 aprile 2020 è attiva (liquidità netta) e pari a 54,7 milioni di euro, in miglioramento rispetto a 41,8 milioni al 30 aprile 2019. L'andamento favorevole dei ricavi nei mesi di maggio e giugno 2020 e l'accelerazione delle operazioni di acquisizione societarie realizzate nel periodo aprile-giugno 2020 permettono al management di ipotizzare per l'esercizio attuale una crescita in linea con il proprio track record storico. L'analisi del grafico di SeSa mette in evidenza la solida struttura ascendente originata dal minimo di marzo a 27,80 euro. Il titolo sembra in grado di estendere il rally verso obiettivi dinamici attualmente a 64 e 70 (ma con tendenza crescente). Discese sotto 56,00-56,50 creerebbero le premesse per approfondimenti verso 53 e 48,50-49,00, primo vero banco di prova per le ambizioni rialziste del titolo. La violazione del minimo del 21 maggio a 42,90 certificherebbe invece l'inversione di tendenza.

(SF - www.ftaonline.com)