Atlantia

Atlantia ieri dopo la chiusura del mercato ha comunicato i risultati del primo semestre 2020, pesantemente impattati dall'emergenza Covid e da "ulteriori accantonamenti per circa 700 milioni di euro in relazione al completo accantonamento degli impegni assunti da Autostrade per l'Italia, aumentati a 3.400 milioni, nell'ultima proposta transattiva formulata al Governo". I ricavi operativi si attestano a a 3.714 milioni di euro, in diminuzione di 1.890 milioni o del 34% a/a (-30% su base omogenea). L'EBITDA è pari a 1.300 milioni, in diminuzione di 2.252 milioni o del 63% a/a (-55% su base omogenea). Il risultato netto di pertinenza del Gruppo è pari a -772 milioni di euro, da +594 milioni nel primo semestre 2019. L'indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2020 è pari a 39.166 milioni di euro, in aumento di 2.444 milioni rispetto al 31 dicembre 2019. Ma l'elemento più significativo che è emerso dal cda è che le trattative con il Governo sull'ingresso di un soggetto a partecipazione statale (Cdp) nel capitale di Autostrade per l'Italia si sono arenate: "Allo stato si rilevano concrete difficoltà nel proseguimento positivo delle trattative, non solo per concordare la definizione di meccanismi volti alla determinazione di un valore di mercato di Autostrade per l'Italia, ma anche per effetto di richieste avanzate da parte di CDP su ulteriori impegni al di fuori di quanto rappresentato nella lettera del 14 luglio 2020". Il cda ha quindi deliberato la possibilità di procedere alla vendita dell'88% di AspI tramite un canonico processo competitivo internazionale gestito da advisor indipendenti "al quale potrà partecipare CDP congiuntamente ad altri Investitori Istituzionali di suo gradimento" oppure alla scissione parziale e proporzionale di AspI e quotazione in borsa. Il cda tornerà a riunirsi il 3 settembre per esaminare e approvare il progetto di scissione. L'analisi del grafico di Atlantia mette in evidenza come il titolo abbia disegnato un potenziale testa e spalle di continuazione rispetto al rally partito a marzo. La figura rialzista verrebbe completata al superamento di 14,50-14,60 euro mentre una vittoria oltre 16,2150 (massimo del 5 giugno) proietterebbe le quotazioni verso 17 e 19,40. Discese sotto 13,00-13,50 anticiperebbero invece un test del minimo del 14 luglio a 11,20, riferimento decisivo per scongiurare il ritorno sui 9,14 di marzo.

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo accelera al rialzo nella giornata di martedi' dopo l'uscita dei risultati del primo semestre, periodo chiuso con risultato netto in crescita a 2.566 milioni di euro dai 2.266 milioni dello stesso periodo del 2019. Per il 2020 il gruppo prevede "che l'utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro...e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021", senza considerare l'acquisizione di UBI Banca. Anche considerando l'acquisizione di UBI Banca, viene confermata la politica dei dividendi: inoltre il gruppo "intende ottenere l'approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell'utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020". Per quello che riguarda le tempistiche di incorporazione di Ubi il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha affermato che entro meta' ottobre ci sara' la nomina del nuovo Cda di Ubi Banca, entro dicembre la cessione del ramo bancario a Bper Banca, entro aprile 2021 la fusione per incorporazione di Ubi in Intesa Sanpaolo e il completamento dell'integrazione informatica. Entro dicembre 2021 verra' completata l'integrazione tra i due gruppi e ove possibile quello delle fabbriche prodotto. Intesa ha toccato un massimo intraday a 1,8026 euro dopo aver terminato lunedi' a 1,7082 euro. A 1,75 le quotazioni hanno superato il lato alto del canale ribassista disegnato dal top del 21 luglio inviando un segnale di forza. Ulteriori conferme positive al superamento di 1,8050, 50% di ritracciamento del ribasso dal picco di luglio. In quel caso primo target a 1,84, poi atteso il ritorno in area 1,90. Solo discese al di sotto di area 1,71 farebbero temere il rientro all'interno del trend ribassista con rischio di cali almeno fino a 1,64, base del gap rialzista del 16 giugno, supporto gia' messo alla prova brevemente il 25 giugno.

Illimity

Illimity in forte rialzo martedi' grazie ai dati del primo semestre positivi e migliori delle attese: il gruppo ha segnato un risultato netto pari a +15 milioni di euro da -11 milioni nel sem1 2019. Nell'esercizio 2020 il management si propone di raggiungere un utile netto a circa 30 milioni. Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione buy con prezzo obiettivo a 11 euro per il titolo dopo i conti del secondo trimestre. Anche Equita Sim conferma la raccomandazione buy con prezzo obiettivo in questo caso a 10,4 euro. Gli esperti di Equita parlano di un esplosione dell'utile netto, che ha battuto di circa due volte le attese, grazie al business degli Npl. La societa' ha fornito una guidance per il 2020 con un utile netto di 30 milioni di euro. Il titolo si e' spinto nell'intraday fino a 7,72 euro dopo aver terminato lunedi' a 7,09 euro. La reazione delle ultime ore si e' avviata da un solido supporto, i minimi del 3 agosto a 6,83 euro sono infatti allineati con quelli del 12 e 15 giugno, a loro volta posti a contatto con il top del 25 marzo. Prossima resistenza chiave sulla strada del rialzo a 7,815, lato alto del gap ribassista del 9 marzo, ostacolo gia' messo piu' volte alla prova dall'8 giugno ma mai superato in chiusura di seduta. La rottura, conferma in chiusura di giornata, di area 7,815 fornirebbe quindi un segnale rialzista importante, introduttivo al test di 8,50 dove si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio. Resistenza successiva a 9,20 euro. Solo discese al di sotto di 7,50 potrebbero anticipare un nuovo test del supporto critico a 6,80 euro.

(SF - www.ftaonline.com)