Buzzi Unicem

Buzzi Unicem in ottima forma mercoledi' dopo il risultati del secondo trimestre. Equita e Mediobanca sono uscite con report positivi all'indomani della pubblicazione dei risultati del primo semestre 2020: ricavi sostanzialmente invariati su base annua ed EBITDA a +8,3% su basi comparabili. L'utile netto è balzato a 216,7 milioni di euro da 134,7 milioni del primo semestre 2019 grazie soprattutto alla cessione d'azienda realizzata da Kosmos Cement. Banca Akros ha portato il prezzo obiettivo da 21 a 23 euro e ha confermato la raccomandazione "accumulate" definendo i risultati solidi e migliori delle attese a livello di Ebitda. Incoraggiante la performance a giugno e a luglio in termini di volumi. Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 25 a 25,5 euro e ha confermato la raccomandazione "buy". Alzate inoltre dagli analisti le stime di Eps del 2,4% per il 2020 e del 4,2% per il 2021. Mediobanca Securities ha portato il prezzo obiettivo da 19,8 a 22,6 euro e ha confermato il rating "outperform". Equita Sim infine ha alzato il giudizio sul titolo da "hold" a "buy" e ha portato il target a 24,4 euro (+9% rispetto al precedente). Buzzi e' salito mercoledi' fino a a superare marginalmente quota 20,55 dopo aver terminato la seduta precedente a 19,58 euro. A 20,75 si colloca il 61,8% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal massimo del 23 luglio, la rottura di quei livelli dovrebbe permettere non solo il test dello stesso massimo di luglio a 21,78 euro ma anche la ricopertura del gap ribassista del 24 febbraio con lato alto a 21,97 euro. Solo movimenti al di sotto dei 20 euro farebbero temere una perdita di forza da parte dell'uptrend e quindi un nuovo test del supporto critico di area 19 euro.

Telecom Italia

Telecom Italia guadagna ulteriore terreno nella seduta di mercoledì in scia alle parole dell'a.d. Luigi Gubitosi nell'incontro di presentazione dei risultati al 30 giugno. Il manager ha dichiarato che prevede un miglioramento dei ricavi nel fisso nel secondo semestre rispetto al primo. Gubitosi ha anche affermato che l'offerta di KKR per FiberCop (la rete secondaria) è strutturata per essere il primo passo per la creazione di una rete unica, progetto che era già nei piani del gruppo: a tal proposito si è detto felice dell'interessamento del governo. Come preannunciato dai rumor, ieri il cda ha esaminato l'offerta di KKR da 1,8 miliardi di euro per il 37,5% di FiberCop ma per decidere si è aggiornato al 31 agosto dopo aver ricevuto una lettera dal governo (da MEF e MISE, per la precisione): secondo ricostruzioni di stampa l'esecutivo vorrebbe fare entrare anche CDP in FiberCop, per poi promuovere la creazione della rete unica con Open Fiber. Si prospetta quindi un'accelerazione del processo sotto la regia del governo. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 0,393 euro dopo aver terminato martedi' a 0,3708 euro. La rottura della resistenza a 0,38, 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dal picco del 21 luglio, dovrebbe permettere il test della parte alta della fascia di oscillazione laterale disegnata dai prezzi da aprile, resistenza in area 0,41. In caso di superamento anche di quei livelli potrebbe realizzarsi una fase di rialzo estesa, con obiettivo almeno fino a 0,49 euro. Prima resistenza a 0,43 circa, lato alto del gap ribassista del 9 marzo. Flessioni sotto 0,36 potrebbero invece comportare un nuovo test del supporto critico a 0,34 euro, ultimo in grado di evitare il ritorno sul minimo del 21 maggio a 0,3133 euro.

Tenaris

Tenaris ha archiviato il secondo trimestre del 2020 con ricavi in calo del 35% a/a a 1,241 miliardi di dollari (consensus Bloomberg 1,132), EBITDA in calo dell'84% a/a a 59 milioni (96), risultato netto dei soci a -48 milioni da +240 del trim2 del 2019 (-48). Risultati in forte calo quindi, ma complessivamente in linea con le attese. Le notizie peggiori arrivano però dalle indicazioni del gruppo italoargentino sulla situazione del mercato e le prospettive. Nonostante che il punto di minimo dell'attività economica e di consumo di petrolio sia stato toccato ad aprile, le scorte di greggio e la capacità produttiva impiegheranno molto tempo per tornare su livelli pre-pandemici. In questo contesto non ci si attende che gli investimenti nel settore oil&gas recuperino nel breve. Tenaris ritiene che la domanda scenda ulteriormente nel secondo semestre dopo il forte calo del secondo trimestre, con ricavi oltremodo penalizzati dalla riduzione dei prezzi di vendita. Per il terzo trimestre il management prevede un ulteriore calo di vendite e margini, con miglioramento atteso nel quarto: il margine EBITDA del trim3 potrebbe scendere vicino a livello "low single digit" (cifra singola bassa, da 4,7% nel trim2 e 15,9% nel trim1), escludendo oneri di ristrutturazione (quindi con il rischio di un valore ancora più basso). L'analisi del grafico di Tenaris mette in evidenza il testa e spalle ribassista di continuazione formatosi a partire da maggio e completato a fine luglio, circostanza che espone il titolo al rischio di ritorno sul minimo pluriennale del 16 marzo a 4,0580 euro: conferme in tal senso sotto 4,88 con obiettivo ideale del T&S a 3,75 circa e appoggio successivo a 3,10-3,20. Segnali di forza con una stabilizzazione oltre 5,40-5,45, mentre il superamento di 5,60 anticiperebbe un allungo verso 5,95-6,00 almeno, con obiettivo successivo sui massimi di giugno in area 7.

(SF - www.ftaonline.com)