Interpump

Sale Interpump, +1,92% a 29,68 euro. Mediobanca conferma il giudizio outperform e il target a 28,80 euro. L'a.d. Fulvio Montipò ha dichiarato che le attività in Cina si sono riprese nettamente. In Italia il recupero invece è più difficoltoso. Graficamente Interpump sta tentando di superare in via definitiva la resistenza a 29,30 euro, massimi di giugno, per riattivare l'impulso rialzista in direzione di 31,40 circa, linea che scende dal record di aprile 2019. Sotto 28,54, trend line che sale da marzo corrispondente al picco di luglio, atteso invece un deterioramento verso 26,90 euro. Supporti successivi a 25,30 circa, strategici nel medio breve termine.

Telecom Italia

Telecom Italia è riuscita ieri a terminare in netto rialzo (+3,02% a 0,3748 euro) una seduta iniziata tra le difficoltà a causa delle indiscrezioni che hanno confermato la visione del governo: la rete unica non potrà essere controllata dall'ex monopolista (come invece vorrebbe l'a.d. Gubitosi) ma dovrà avere una guida pubblica. Il presidente di Open Fiber Franco Bassanini ha rincarato la dose dichiarando a Repubblica che l'ipotesi di rete controllata da Telecom si configurerebbe come monopolio e questo non si può fare. Bassanini propone invece lo scorporo di Telecom in una società di servizi e una di infrastrutture: quest'ultima si fonderebbe con Open Fiber per poi realizzare la rete unica. Se gli azionisti di Telecom si opponessero, secondo Bassanini il governo dovrebbe chiamare a raccolte le altre società telefoniche e i fondi infrastrutturali intorno a Open Fiber e creare la rete unica di nuova generazione (cui Telecom potrebbe aggregarsi successivamente). Ricordiamo che il cda di Telecom si è aggiornato al 31 agosto per fare il punto della situazione: a inizio mese è stata esaminata l'offerta di KKR da 1,8 miliardi di euro per il 37,5% di FiberCop (la rete secondaria) ma ha rinviato le decisioni alla prossima riunione dopo aver ricevuto una lettera dal governo (da MEF e MISE, per la precisione): secondo ricostruzioni di stampa l'esecutivo vorrebbe fare entrare anche CDP in FiberCop, per poi promuovere la creazione della rete unica con Open Fiber. L'analisi del grafico di Telecom Italia mette in evidenza il movimento laterale in essere da marzo, movimento che ha interrotto l'affondo partito a febbraio e che si sta progressivamente restringendo. Il superamento di 0,4030-0,4040 euro lancerebbe i prezzi verso 0,4250-0,4300 ostacoli oltre i quali prenderebbe corpo l'ipotesi di ritorno in area 0,54: conferme definitive in tal senso sopra 0,4780. Discese sotto 0,3300-0,3350 anticiperebbero invece un test di 0,3133, minimo di maggio e ultimo sostegno utile a scongiurare il ritorno sul minimo storico del 16 marzo a 0,2861.

doValue

doValue accelera al rialzo in avvio di ottava e tocca i massimi da inizio marzo grazie a quanto riferito da MF riguardo all'andamento del mercato dei crediti deteriorati. In base ai dati di Debtwire e BeBeez si evince che le transazioni nel 2020 hanno subito un netto rallentamento a causa dell'emergenza coronavirus ma, a partire dalla parte finale del secondo trimestre (coincidente con la fine del lockdown), si è assistito a una netta ripresa. Settimana scorsa Equita Sim aveva alzato il target price su doValue a 11 euro (+12% dal precedente) confermando la raccomandazione "buy". Il titolo si è spinto lunedì fino a 10,20 euro per poi flettere in area 9,90, comunuque in netto rialzo dalla chiusura di venerdì a 9,66 euro. Grazie al rialzo delle ultime ore i prezzi hanno inviato due segnali di forza importanti: a 9,63 è stato superato il lato alto del "pennant" (figura di forma triangolare che appartiene alla famiglia di quelle di "continuazione") disegnato dal top del 21 luglio, a 9,84 i prezzi hanno poi superato lo stesso massimo del 21 luglio coincidente con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco di febbraio. La rottura di questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci dovrebbe permettere il proseguimento del rialzo almeno fino a gradino successivo della scala dei ritracciamenti di Fibonacci, quello del 78,6%, posto a 11,20 circa. Solo discese al di sotto della base del "pennant" a 9,40 metterebbero in discussione i segnali di forza appena inviati.

(SF - www.ftaonline.com)