Atlantia

Atlantia reagisce dopo un avvio in calo e termina la seduta di mercoledì con un rialzo del 3,02% a 13,64 euro. Giovedì il cda dovrebbe fare il punto sul destino di AspI e convocare l'assemblea straordinaria per decidere scissione (o cessione diretta), e sulla vendita di una quota di Telepass. Secondo il Sole 24 Ore di ieri il governo pretende il rispetto dell'intesa raggiunta a luglio e si prepara ad alzare i toni. Resterebbe però ancora aperta la strada dell'aumento di capitale di AspI riservato a Cdp, con discesa di Atlantia sotto il 30% (dall'88% attuale) e vendita diretta della quota residua a investitori. Questa mattina però Repubblica parla di trattattive vicine alla rottura. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 13,778 e un minimo a 13,02 (chiusura di martedì a 13,24 euro). La reazione delle ultime ore ha permesso ai prezzi di tornare al di sopra dei minimi del 3 agosto a 13,285 euro, già messi alla prova anche il 31 agosto, che erano stati marginalmente violati il 21 settembre. Per negare quel segnale ribassista i prezzi dovranno comunque tornare al di sopra anche della media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 14,15 euro. In quel caso atteso il test a 15,70 della trend line che unisce i massimi di giugno e di settembre. Discese nuovamente al di sotto di area 13 euro costringerebbero invece a considerare probabile la ricopertura del gap rialzista del 15 luglio con base a 11,885 euro.

Snam

Seduta molto positiva ieri per Snam (+3,12% a 4,36 euro) in scia alla decisione di Goldman Sachs di cambiare radicalmente la raccomandazione sul titolo portandola da sell (vendere) a buy (comprare), con target incrementato da 4,25 a 5,00 euro. Gli analisti della prestigiosa investment bank americana hanno migliorato la loro valutazione sul core business del gruppo (il trasporto di gas) ed evidenziato le grandi opportunità che l'attività e le prospettive di Snam nell'idrogeno possono riservare. Appena due settimane fa Snam ha siglato un Memorandum of Understanding con Saipem per avviare una collaborazione sulle nuove tecnologie di transizione energetica, dall'idrogeno verde alla cattura e al riutilizzo della CO2. L'idrogeno è uno dei capisaldi della svolta verde voluta dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con l'obiettivo da un lato di estendere l'uso del vettore in sostituzione dei combustibili fossili, dall'altro di decarbonizzarne la produzione. La scorsa settimana la von der Leyen, intervenendo al Parlamento Europeo, ha parlato dell'intenzione della Commissione di portare dal 40 al 55 per cento l'obiettivo di taglio delle emissioni entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990), ponendo l'idrogeno al centro della strategia. L'analisi del grafico di Snam mette in evidenza la correzione in essere dal top di luglio a 4,7890 euro e il rimbalzo delle ultime due sedute dopo il test dei supporti posizionati tra 4,10 e 4,20 euro, dove troviamo i minimi di giugno e il 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) di quanto guadagnato dal minimo di marzo a 3,1810. Il recente recupero acquisirebbe consistenza in caso di superamento delle prime resistenze a 4,50 circa, operazione che lancerebbe i prezzi verso il massimo di luglio, con obiettivo intermedio a 4,60. Sopra 4,7890 riattivazione del rally verso il record storico toccato a febbraio a 5,11. La violazione di area 4,10-4,20 determinerebbe invece un peggioramento del quadro grafico di breve termine, con probabile test di 3,70-3,75, ultimo sostegno utile per evitare il ritorno sui 3,1810.

OVS

OVS è balzata ieri sui massimi da fine luglio grazie ai dati del secondo trimestre 2020, periodo chiuso con vendite rettificate in calo del 18% a/a, EBITDA rettificato sostanzialmente stabile ma con margine sulle vendite in progresso al 13,2% (da 11,2%). La quota di mercato è salita dall'8,0% di un anno fa all'8,1%. Nella seduta di mercoledì OVS si è allungata fino ai top di fine luglio senza però riuscire a superare i massimi di agosto a 0,9885 euro. Sviluppi positivi giungerebbero oltre questo riferimento e alla rottura a 1,065 della linea che scende dal picco del 2017 per obiettivi a 1,29 almeno (massimo di giugno). Nella direzione opposta la tenuta dei supporti a 0,82 circa, linea che sale dai minimi di marzo, si dimostrerà fondamentale per conservare intatte le aspettative di crescita future. Diversamente non si potranno escludere ripiegamenti versi i minimi di maggio e di marzo, rispettivamente a 0,66 e 0,62 circa.

(SF - www.ftaonline.com)