Atlantia

Atlantia molto volatile ieri con il titolo che dopo le 15 è passato anche in asta di volatilità per eccesso di ribasso. L'ondata di vendite è arrivata in scia alle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, secondo cui a questo punto l'avvio della procedura di revoca della concessione di Autostrade per l'Italia "E' l'esito più probabile" della trattativa tra governo e Cdp da una parte e Atlantia e AspI dall'altra. La holding dei Benetton ha reagito con un duro comunicato e la presentazione di un esposto a Consob e ai servizi competenti della Commissione Europea per turbativa di mercato. Ricordiamo che secondo indiscrezioni il Consiglio dei Ministri di mercoledì sera ha deciso di concedere 10 giorni di tempo ad Atlantia per vendere la quota di controllo di AspI a Cdp: scaduto il termine si passerà alla revoca della concessione. La novità di questa mattina è rappresentata dai rumor riferiti dal Sole 24 Ore riguardanti una manifestazione di interesse del gruppo ASTM per una quota in AspI. Il quotidiano parla di processo di vendita dell'88% in mano ad Atlantia già avviato, con inviti a presentare offerte recapitati agli interessati e termine al 16 dicembre. In lizza ci sarebbero Blackstone, Macquarie, Toto-Apollo, F2i e altri tra fondi pensione e infrastrutturali. L'analisi del grafico mette in evidenza che Atlantia sta mettendo sotto pressione i supporti di area 13 euro: una perentoria violazione di questo riferimento anticiperebbe un test del minimo di metà luglio a 11,20, sostegno decisivo per scongiurare il ritorno sui 9,14 di marzo. Il superamento del recente massimo a 14,24 determinerebbe invece il completamento del doppio minimo in formazione dal 22 settembre, figura rialzista rialzista capace di proiettare le quotazioni verso 16,2150, top di inizio giugno.

DiaSorin

Acquisti giovedì su DiaSorin in scia ai comunicati usciti nella seduta, il titolo tocca i massimi dal 22 luglio. Il gruppo ha annunciato di aver ricevuto l'autorizzazione ad uso di emergenza (EUA) da parte della Food and Drug Administration (FDA) americana per il test LIAISON SARS-CoV-2 IgM. La FDA ha anche dato l'ok alla commercializzazione sul mercato statunitense di 6 test per l'epatite B (HBV). Il titolo si è spinto a toccare un massimo intraday a 179,50 euro per poi flettere di circa un euro, rimanendo comunque saldamente in guadagno rispetto alla chiusura di mercoledì a 171,90 euro. A 176 euro circa i prezzi si sono lasciati alle spalle il 50% di ritracciamento del ribasso subito dal picco di fine maggio a 211,80. Atteso ora il test della forte resistenza di quota 182, massimo dell'8 luglio, già messa alla prova senza successo il 20 luglio. In caso di rottura di quei livelli il rialzo potrebbe estendere verso i 197 euro almeno. Solo discese sotto area 173,50 potrebbero mettere in discussione il segnale di forza appena inviato e fare temere flessioni in area 155 euro.

Saras

Saras prolunga il rimbalzo partito ieri a metà mattinata dopo che il titolo ha toccato il minimo storico a 0,4178. Il rally, secondo voci di mercato, sembra alimentato da ipotesi speculative secondo cui la famiglia Moratti (ha poco più del 40% distribuito tra Massimo e i nipoti Angelo e Gabriele) potrebbe approfittare delle quotazioni depresse di Saras (il titolo venne collocato nel 2006 a 6 euro) per lanciare un'OPA finalizzata al delisting, sull'esempio recentissimo di MZB Holding su Massimo Zanetti Beverage Group e meno recente di Sofima (famiglia Vacchi) su IMA. Graficamente Saras sta tentando di reagire alle prolungate vendite degli ultimi tre mesi sfruttando la condizione di ipervenduto in cui erano sconfinati i principali oscillatori grafici. Oltre la media mobile esponenziale a 20 sedute, in transito a circa 0,50, atteso il ritorno in area 0,55/0,56, ex supporto rappresentato dai minimi di luglio. Sotto 0,4178 euro probabile invece la riattivazione del downtrend verso nuovi record negativi.

(SF - www.ftaonline.com)