Amplifon

Amplifon accelera al ribasso e viola un duplice supporto. Il titolo tocca i minimi da fine settembre nonostante gli ottimi risultati conseguiti nel terzo trimestre. I ricavi si sono attestati a 428,2 milioni di euro, +9,0% a cambi correnti rispetto al terzo trimestre del 2019. L'EBITDA è stato pari a 97,1 milioni di euro, in crescita del 27,6% rispetto al terzo trimestre del 2019, con un'incidenza sui ricavi del 22,7%, ovvero, in aumento di 330 punti base. L'utile netto si è attestato a 28,5 milioni di euro, in crescita del 74,8% rispetto al terzo trimestre del 2019. Nei primi nove mesi del 2020 i ricavi consolidati sono stati pari a 1.042,1 milioni, in calo su base annua del 14,9% (-14,4% a cambi costanti). L'Ebitda è a 228,4 milioni (-6,5%), l'Ebit a 79,7 milioni (-24,8%). I primi 9 mesi si sono chiusi con un utile netto sceso del 33,3% a 41,1 milioni. Quello che preoccupa sono le prospettive per i prossimi mesi: Amplifon sta registrando nel mese di ottobre un andamento in crescita a livello di ricavi rispetto ai livelli registrati nello stesso periodo del 2019 ma "l'andamento per i mesi di novembre e dicembre dipenderà dalle misure restrittive che saranno re-introdotte dalle autorità governative nei paesi impattati dalla pandemia". Per Jefferies ricavi, Ebitda e Eps adjusted del terzo trimestre hanno battuto le stime tanto che gli analisti prevedono ulteriori revisioni al rialzo delle stime. Il titolo è sceso del 6% a 30,08 euro con un minimo intraday toccato a 28,96 euro. A 30,30 euro transitano la media mobile esponenziale a 50 giorni e la base del canale rialzista disegnato dai prezzi dai minimi di marzo. Se i prezzi non torneranno rapidamente al di sopra di area 30,30/50 il duplice segnale ribassista verrà confermato. Un possibile target è dato dalla proiezione della ampiezza del canale dal punto di rottura, posto a 25 euro circa. Supporto intermedio a 27,35 euro, minimo del 28 agosto. Oltre 30,50 possibile invece il test di 31,51, minimo del 15 ottobre, livello da superare (è la base del doppio massimo disegnato in area 32,70 dal 14 ottobre) per dimostrare l'intenzione di riprendere una salita duratura.

doValue

doValue mette a segno un nuovo tassello nella sua strategia di crescita. Tramite la controllata Italfondiario ha raggiunto un accordo per la gestione esclusiva in qualità di Servicer di un portafoglio di crediti UTP (unlikely-to-pay) con un gross book value di circa 450 milioni di euro. Si tratta della prima operazione sul mercato che coinvolge esposizioni Corporate da vari settori di attività, posizionando doValue e Italfondiario come first-mover in questo segmento. Sono in corso due diligence per un'ulteriore espansione del perimetro dell'attuale portafoglio che potrà essere esteso ad altre istituzioni finanziarie. Il mandato di servicing di Italfondiario ha una durata di 10 anni e possibilità di proroga di 2 anni e presenta una struttura commissionale avente una redditività strutturale in linea con la media della Società. L'attività di servicing UTP è prevista in crescita alla luce dell'attuale scenario macro economico negativo. L'analisi del grafico di doValue mette in evidenza il segnale ribassista inviato ieri con la violazione del supporto rappresentato dal minimo del 30 settembre a 8,02 euro e la conseguente riattivazione del movimento discendente originato dal massimo di fine agosto a 10,20. Il titolo è ora esposto al rischio di approfondimenti verso 6,43 e area 5,70, ultimo sostegno utile per evitare il ritorno sui minimi di marzo a 4,85. Indicazioni positive solo con una stabilizzazione oltre 8,02, mentre il superamento di 8,73 anticiperebbe un attacco al massimo del 14 ottobre a 9,16: in caso di successo via libera verso il top di agosto.

Matica Fintec

Matica Fintec mercoledì sale in controtendenza con il mercato approfittando della notizia del contratto di fornitura del valore di 520 mila euro in Croazia per la personalizzazione di diverse tipologie di smart card per il servizio al cittadino. Matica Fintec è attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi altamente tecnologici per l'emissione di card digitali destinate a Istituzioni Finanziarie (digital payment) e Governative (ID). Mantica Fintec evidenzia un trend ribassista in atto da fine 2019, interrotto da un movimento correttivo tra marzo e maggio di quest'anno. Le quotazioni sono infatti orientate al ribasso e oscillano sotto la media mobile esponenziale a 50 sedute, ora passante da 1,3764 euro. Solo la rottura di questo riferimento, coincidente con la trend line tracciata dai record di novembre 2019, creerebbe le premesse per un tentativo di inversione del downtrend. Conferme in tal senso giungerebbero poi oltre il picco di inizio ottobre, allineato a 1,48 circa ai massimi estivi. Target in quel caso a 1,618 e 1,87 euro. Sotto 1,25 via libera verso i minimi di marzo a 0,99 euro.

(SF - www.ftaonline.com)