Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo termina la seduta di mercoledì con un +3,71% a 1,60 euro dopo la pubblicazione dei risultati al 30 settembre e tocca i massimi dal 15 ottobre. Nel terzo trimestre il risultato della gestione operativa ammonta a 1.887 milioni di euro (escludendo l'apporto di 215 milioni di UBI Banca), in diminuzione dell' 1% rispetto ai 1.906 milioni del secondo trimestre 2020 e del 14% rispetto ai 2.193 milioni del terzo trimestre 2019. Per il futuro il management prevede che anche "considerando l'acquisizione di UBI Banca, viene confermata la politica dei dividendi del Gruppo, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l'esercizio 2020 e al 70% per l'esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE". Inoltre Intesa Sanpaolo "intende ottenere l'approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell'utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020". Il rialzo delle ultime ore, che ha visto il titolo salire fino a quota 1,615, ha avuto due effetti di rilievo sul grafico, la rottura della media mobile a 20 giorni, passante a 1,55 circa, e quella del lato alto del canale ribassista all'interno del quale i prezzi si erano mossi dal 10 settembre, in transito a 1,585 circa. I massimi di seduta si collocano sul limite superiore del gap ribassista del 15 ottobre (posto a 1,6128 per la precisione). La rottura anche di quella resistenza potrebbe portare al test di 1,655, 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di luglio e media mobile a 50 sedute, quindi un'area di resistenza significativa anche per il medio periodo: in caso di superamento di area 1,655 il rimbalzo visto dal minimo del 30 ottobre a 1,38 circa potrebbe essere considerato non più solo una fase correttiva ma un vero tentativo di inversione della tendenza ribassista precedente e aumenterebbe quindi la possibilità di un ritorno sui massimi di luglio a 1,9340. La mancata rottura di 1,6128 potrebbe invece essere seguita dalla ricopertura del gap lasciato martedì in avvio con base a 1,4875 euro. Supporto successivo a 1,38 euro.

UniCredit

UniCredit chiude il terzo trimestre con risultati migliori delle attese. I ricavi (margine di intermediazione) si attestano a 4,354 miliardi di euro (consensus 4,224), l'utile netto a 680 milioni (consensus 334). In base a detti risultati il management conferma di essere "in linea con i tempi previsti per conseguire il nostro obiettivo di utile netto sottostante superiore a €0,8 miliardi per il FY20 e confermiamo il nostro target tra €3 e €3,5 miliardi per il FY21". L'analisi del grafico di UniCredit mette in evidenza la flessione in essere da luglio all'interno di un canale il cui limite superiore transita oggi per 7,20 euro circa. L'eventuale superamento di questo ostacolo creerebbe le premesse per l'avvio di una reazione, ipotesi che troverebbe conferma grazie a una vittoria su area 7,60 (supporto ad agosto e resistenza a inizio ottobre): in tal caso via libera per i massimi allineati di giugno e luglio a 9,35-9,40 (tappa intermedia a 8,60). Sotto 6,60 probabile test del minimo pluriennale a 6,012 toccato a metà maggio.

Safilo Group

Safilo Group ieri ha guadagnato terreno in scia agli ottimi risultati conseguiti nel terzo trimestre. I ricavi si sono attestati a 219,1 milioni di euro (+3,0% a/a), l'EBITDA adjusted a +14,3 milioni di euro (+9,3% a/a). Nei primi nove mesi i ricavi sono in calo del 21,7% a/a, in miglioramento dal -32,2% del primo semestre. Il management evidenzia che ad ottobre si sono confermati alcuni trend positivi visti nel terzo trimestre (mercati nordamericano, cinese e alcuni altri asiatici, nonchè le vendite online) ma mette in guardia dagli effetti di una "nuova ondata di contagi che sta emergendo in diversi paesi e nuove restrizioni governative alla circolazione delle persone", pertanto "il Gruppo guarda con molta prudenza alla restante parte dell'anno". Dal punto di vista grafico Safilo torna ad aggredire la resistenza a 0,58 circa, linea che scende dai massimi di febbraio, in attesa di spunti. La reazione delle ultime sedute si configura per il momento come un movimento tecnico, scaturito dalla divergenza rialzista formatasi tra il grafico dei prezzi e gli oscillatori di momentum più veloci. Oltre i massimi di ottobre, a 0,69 circa, i corsi potrebbero estendere la reazione partita da area 0,494 (al di sotto dei minimi di marzo) in direzione di target a 0,76 e 0,80. Nella direzione opposta, alla violazione dei supporti a 0,494 rischio invece di riattivazione del downtrend verso nuovi record negativi.

(SF - www.ftaonline.com)