Atlantia

Focus su Atlantia dopo le indiscrezioni del fine settimana. Il Sole 24 Ore ha infatti scritto che entro questa settimana potrebbe essere trovato un accordo con i Ministeri dei Trasporti e dell'Economia sul piano economico finanziario della controllata Autostrade per l'Italia. L'accordo è determinante per arrivare al passaggio del controllo dalla holding dei Benetton alla cordata CDP-Blackstone-Macquarie. L'elemento di maggiore criticità del piano è l'incremento programmato dei pedaggi. A quanto pare c'è una convergenza verso un incremento ridotto a 1,67-1,68% da 1,75%: questo comporterebbe una riduzione dei ricavi cumulati al 2038 di 1-1,5 miliardi di euro con una limatura dell'equity value di Autostrade di 800-850 milioni. Il quotidiano precisa però che l'effetto sul valore di Autostrade dipende molto dal metodo utilizzato per calcolarlo: con il modello dividend cash flow i minori ricavi inciderebbero poco sulla capacità di pagare dividendi. L'analisi del grafico di Atlantia mette in evidenza il deciso rimbalzo originato dai minimi di fine ottobre a 12,75 euro. Il titolo è ora chiamato a dare continuità al movimento in direzione dei primi obiettivi a 15,40-15,50, per poi eventualmente puntare verso il massimo di giugno a 16,2150. Sopra questo ultimo riferimento verrebbe definitivamente confermato il potenziale testa e spalle di continuazione in formazione da inizio giugno: obiettivo in area 19,50. Discese sotto 13,50 anticiperebbero un nuovo pericoloso test di 12,75, supporto determinante per scongiurare affondi verso 11,20, dove si colloca il minimo di metà luglio.

Enel

Positiva Enel nell'ultima seduta della settimana: il gruppo ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con ricavi in calo del 19% a/a e utile netto ordinario in progresso del 9% a/a a 3.593 milioni di euro. Deliberato un acconto sul dividendo 2020 pari a 0,175 euro per azione, in pagamento dal 20 gennaio 2021, in crescita del 9,4% rispetto all'acconto distribuito a gennaio di quest'anno. S&P Global Ratings ha confermato i rating di credito degli emittenti di lungo e breve termine "BBB + / A-2" su Enel. Dopo la presentazione dei conti dei primi nove mesi del 2020 Credit Suisse ha confermato la raccomandazione "outperform" con prezzo obiettivo a 8,2 euro sul titolo. Anche Oddo BHF ha confermato la raccomandazione positiva "buy" con prezzo obiettivo a 8,6 euro. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 7,807 euro andando a terminare la seduta del 6 novembre a 7,712 euro, in rialzo dell'1,33% dalla chiusura di giovedì. A 7,60 le quotazioni si sono lasciate alle spalle il lato alto del canale ribassista disegnato dal picco di luglio. Il ribasso degli ultimi mesi era sceso ad interessare con il minimo del 2 novembre in area 6,73 il 50% di ritracciamento del rialzo dal minimo di marzo: per il momento la discesa può quindi essere considerata correttiva, ovvero non ha invertito il trend rialzista precedente. La rottura del lato alto del canale discendente potrebbe dimostrarsi un tentativo di recuperare un orientamento rialzista duraturo, conferme in questo senso verrebbero oltre area 8,10 euro (che è quindi il primo target di breve). Al di sopra di quei livelli atteso il ritorno sul massimo di luglio a 8,54 euro. Resistenza successiva a 9,30 euro. Solo in caso di ripiegamenti al di sotto di area 7,40 il segnale di forza appena inviato perderebbe di credibilità, rischio in quel caso di ritorno in area 7 euro.

Inwit

Inwit venerdì accelera al rialzo e tocca i massimi da aprile grazie a dati trimestrali leggermente sopra le attese e al miglioramento della guidance 2020: "ricavi vicini al limite superiore del 'range' comunicato a luglio 2020, ed EBITDA, EBITDaL e recurring free cash flow leggermente al di sopra dei valori comunicati". Il cda ha anche approvato l'aggiornamento del piano industriale 2021-2023: ricavi in crescita annua media dell'8%, EBITDA in incremento dell'8% medio annuo, recurring free cash flow previsti in crescita del 23% medio per anno. Nell'allungo di venerdì Inwit ha lasciato un nuovo spazio aperto nella stessa area dove si era creato il gap del 23 aprile. La permanenza sopra i 10 euro potrebbe offrire una solida base dalla quale il titolo potrebbe tentare di risalire la china verso 10,56 euro, record del 20 aprile. Segnali di debolezza, invece, nel caso di perentorio ritorno sotto i 10 euro per supporti a 9,14 circa, media mobile esponenziale a 100 giorni.

(SF - www.ftaonline.com)