FCA

FCA estende il rally il avvio di ottava e tocca i massimi dal luglio 2018. Il titolo non viene penalizzato dalla decisione sfavorevole dell'International Trade Commission statunitense: il fuoristrada Roxor dell'indiana Mahindra non ha violato i diritti di proprietà intellettuale del marchio Jeep. FCA approfitta ancora della notizia di inizio settimana scorsa: l'antitrust UE ha approvato la fusione con PSA con alcune condizioni nel settore dei veicoli commerciali leggeri e nella manutenzione-riparazione di veicoli Toyota. Queste condizioni permetteranno al gruppo derivante dalla fusione di evitare la cessione di stabilimenti. Equita Sim ha confermato la raccomandazione "buy" con prezzo obiettivo a 20,5 euro sul titolo. Positiva la notizia che la Camera dei Deputati ha confermato lo stanziamento di 420 milioni di euro incentivare il comparto dell'auto. Gli incentivi dureranno fino a giugno del 2021, una quota significativa sarà rivolta alle motorizzazioni elettriche. Il titolo FCA è salito lunedì fino a 14,95 euro per poi stabilizzarsi poco al di sopra di area 14,80 a fronte di una chiusura precedente a 14,692 euro. A 14,78 i prezzi hanno superato il massimo del 4 novembre 2019, resistenza contro la quale si era arenato il rialzo settimana scorsa. Se i prezzi riusciranno a confermare la rottura della resistenza anche nelle prossime ore diventerà probabile il test a 15,50 del lato alto del gap ribassista dell'11 luglio. Resistenza successiva a 15,80 euro. Solo discese sotto area 14,50 farebbero temere l'avvio di una correzione con primo target a 14,24, media mobile esponenziale a 10 giorni, successivo a 13,80 circa.

Saipem

Buona performance ieri per Saipem: la Marina Militare Italiana ha acquisito il sistema di soccorso subacqueo, ideato insieme a Drass. Il sistema sarà utilizzato dalla nuova nave per operazioni subacquee e di soccorso di sommergibili denominata SDO-SuRS (Special Diving Operations – Submarine Rescue System). L'analisi del grafico di Saipem mette in evidenza il consistente rimbalzo originato dal minimo dal 1992 a 1,2710 euro toccato a fine ottobre (oltre +70% da quei livelli). Il titolo si confronta ora con gli ostacoli posizionati sui 2,25: in caso di superamento degli stessi le quotazioni potrebbero ambire al ritorno sul massimo di inizio giugno a 2,7470. Eventuali discese sotto quota 2,00 creerebbero invece le premesse per una correzione sugli 1,70, supporto decisivo per scongiurare un'inversione di tendenza e il ritorno sui minimi di fine ottobre.

La Doria

Acquisti su La Doria. L'accordo Brexit sostiene gli acquisti sui titoli dei gruppi maggiormente esposti sul Regno Unito. Il gruppo attivo nella produzione di derivati del pomodoro, legumi, succhi di frutta e sughi pronti realizza circa la metà dei propri ricavi nel Regno Unito. Graficamente, La Doria si allontana dal supporto dinamico offerto a 12,87 circa dalla linea che sale dai minimi di marzo e oltrepassa la trend line che scende dai top di novembre a 13,30. Conferme oltre 14,30 conferirebbero spessore tecnico alla reazione permettendo al titolo di prolungare il rally verso almeno 15,30 circa. Sotto area 12,87 la struttura rialzista potrebbe deteriorarsi costringendo le quotazioni a ripiegare verso i primi supporti in area 11,80.

(SF - www.ftaonline.com)