A2A

Forte progresso ieri per A2A (+3,43%), toccati i massimi da inizio marzo. Martedì il cda ha esaminato e approvato il Piano Strategico 2021-2030, il primo con orizzonte temporale di 10 anni adottato dall'utility lombarda. Il piano si focalizza su due macro-trend industriali, economia circolare e transizione energetica e non prevede acquisizioni come elemento fondamentale (anche se eventuali opportunità non verranno tralasciate). Sono previsti: 16 miliardi di investimenti di cui 6 per l'economia circolare e 10 per la transizione energetica; EBITDA più che raddoppiato a oltre 2,5 miliardi a fine Piano; utile netto in crescita di oltre l'8% medio annuo; dividendi minimi attesi in crescita del 3% medio annuo; riduzione del 47% del fattore emissivo di CO2; triplicata la capacità installata da fonti rinnovabili, pari a 5,7 GW a fine Piano. L'EBITDA ordinario 2020 è atteso a 1,18 miliardi di euro per poi salire a 1,20 nel 2021 e 1,35-1,39 nel 2022. L'analisi del grafico di A2A mette in evidenza il segnale rialzista inviato ieri con il superamento del massimo di inizio giugno a 1,37 euro: il titolo ha infatti chiuso a 1,3715 (massimo intraday a 1,3885). Si sono quindi create le premesse per la chiusura del gap ribassista lasciato il 9 marzo scorso a 1,5055, obiettivo successivo a 1,67 circa. Discese sotto 1,30 anticiperebbero invece un test del minimo del 21 dicembre a 1,2115, supporto determinante nel breve-medio termine per scongiurare un'inversione di tendenza.

Pirelli

Sale Pirelli +1,93% mercoledì grazie alla buone indicazioni provenienti da Michelin riguardo l'andamento delle vendite ai costruttori automotive in dicembre. Pirelli ha annunciato oggi la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con il Direttore Generale co-CEO Angelos Papadimitriou (nominato appena sei mesi fa). Dal punto di vista grafico Pirelli sta cercando di allontanarsi dalla media mobile esponenziale a 50 sedute, passante da 4,31 circa, dopo averla ripetutamente testata nell'ultimo mese. La media mobile citata rappresenta anche il limite inferiore di una figura di forma triangolare in cui i prezzi oscillano dal picco di dicembre a 4,747 euro: il debordo da uno dei due lati del triangolo potrebbe dunque offrire spunti direzionali. Oltre il limite superiore, a quota 4,55, il titolo potrebbe rivedere il massimo di metà dicembre a 4,75. Sotto area 4,30 rischio invece di ritorno in area 4,18 e più sotto fino ad area 4,00.

STM

STM in buona forma mercoledì grazie ai dati trimestrali positivi e migliori della attese di ASML, anche essa in netto rialzo: nel quarto trimestre profitti netti in crescita da 1,13 a 1,35 miliardi di euro, contro gli 1,02 miliardi del consensus di FactSet. Progresso anche per le vendite, salite nei tre mesi da 4,04 a 4,25 miliardi, ampiamente sopra ai 3,73 miliardi stimati dagli analisti. ASML, il produttore olandese di macchinari per la manifattura di semiconduttori (considerato un benchmark per il settore dei chip) ha dichiarato di attendersi per il periodo in corso ricavi compresi tra 3,9 e 4,1 miliardi (con una marginalità lorda tra il 50% e il 51%). STM ha toccato un massimo intraday a 33,88 euro per poi stabilizzarsi in area 33,50 (close martedì a 32,75 euro). La rottura di 34,68, massimo dell'8 dicembre già messo alla prova l'8 gennaio, fornirebbe un chiaro segnale di forza introduttivo a movimenti verso i 40 euro. Discese fino a 32,50 non segnalerebbero una resa incondizionata ai ribassisti ma potrebbero dimostrarsi solo una flessione temporanea. Sotto area 32,50 rischio invece di ricopertura del gap del 4 gennaio con base a 30,62 euro.

(SF - www.ftaonline.com)