Diasorin

Diasorin termina la seduta di venerdì con un +1,63% a 180,60 euro. Il titolo recupera in scia alla notizia del taglio delle consegne dei vaccini anti-Covid da parte di Moderna pari un -20% nella settimana del 9 febbraio. L'annuncio di Moderna arriva dopo quelli analoghi di Pfizer e Astrazeneca. Diasorin è attiva nella produzione di test per il virus e la prospettiva di ritardi nell'immunizzazione della popolazione ha effetti positivi sul suo business. I prezzi si sono spinti fino a toccare un massimo intraday a 182,10 euro. Solo recuperi oltre il top del 27 gennaio a 194,50 euro segnalerebbero tuttavia la possibilità di una estensione del rimbalzo in atto dai minimi di gennaio a 157,20 euro con la prospettiva di tornare a testare i massimi di novembre a 207,60 euro. Senza la rottura di 194,50 e a seguito della violazione di area 172 rischio invece di ritorno sui minimi di gennaio a 157,20 euro.

Unicredit

Seduta negativa venerdì per il settore bancario (FTSE Italia banche -1,79%, EURO STOXX Banks -1,7%) e anche per Unicredit (-2,20% a 7,5570 euro). Secondo il Messaggero la vigilanza bancarie europea ha chiesto al presidente Cesare Bisoni di essere informata sulla fase transitoria tra l'uscita di Jean Pierre Mustier (previsto con l'approvazione dei conti 2020 il 10 febbraio) e la nomina del nuovo CEO Andrea Orcel nell'assemblea del 15 aprile. Bisoni, sempre secondo il quotidiano, ha assicurato che il cda del 10 nominerà un direttore generale (forse l'attuale COO Carlo Vivaldi) con deleghe per la gestione della transizione. L'analisi del grafico di Unicredit mette in evidenza il completamento (avvenuto con la flessione del 25 gennaio) del testa e spalle ribassista formatosi a partire dal 5 gennaio. Il titolo rischia ora il ritorno sui minimi allineati a 6,00-6,10 toccati a maggio e ottobre 2020, livelli che rappresentano anche i minimi storici. Conferme definitive in tal senso alla violazione dei supporti statici posizionati tra 7,30 e 7,35. Primi segnali positivi al superamento di 8,00-8,05 mentre concreti segnali di forza saranno inviati solo in caso di stabilizzazione oltre area 8,30 con obiettivi a 8,90-9,00 e 9,40.

Salvatore Ferragamo

Negativa venerdì Salvatore Ferragamo -2,61% a 16,07 euro. Mediobanca conferma il giudizio neutral sul titolo ma riduce il target da 14,00 a 13,70 euro dopo i pessimi dati preliminari sui ricavi 2020: -33,5% con un -20,4% nel quarto trimestre (dopo il -18,9% del terzo). Gli analisti hanno ridotto dal 17,3% al 13,5% la stima di crescita dei ricavi 2021, con conseguente taglio del 10% della stima sull'EBITDA sempre riferito al 2021. Gli esperti prevedono inoltre che la casa fiorentina non torni ai livelli di ricavi e utili pre-Covid-19 prima del 2024, con un ritardo di 3 anni rispetto ai best performer del settore lusso. Sotto il profilo grafico Ferragamo mette in evidenza un "return move" dopo aver superato mercoledì un ostacolo dinamico di rilievo: la linea tracciata dal picco di maggio 2017, a 16 euro circa. La permanenza sopra la media mobile esponenziale 50 giorni, in transito a 15,13 euro, potrebbe favorire la rottura dei recenti massimi a 17,04, gettando le basi per un tentativo di inversione del ribasso degli ultimi quattro anni, in direzione di obiettivi a 17,60, poi a 19,50 circa, top di gennaio 2020. Discese sotto la media mobile citata preannuncerebbero invece un affondo in area 14,60, supporto orizzontale strategico nel medio periodo (picco di giugno 2020 testato con funzione di supporto a metà gennaio).

(SF - www.ftaonline.com)