Atlantia

Atlantia guadagna ulteriore terreno martedì dopo il +4,62% messo a segno nella seduta precedente e tocca i massimi da inizio marzo 2020. Il titolo è scattato in avanti grazie alle indiscrezioni di stampa del fine settimana relative a all'offerta vincolante di Cdp sull'88% di Autostrade per l'Italia detenuto dalla holding dei Benetton a un prezzo collocato nella parte alta della forchetta 8,5-9,5 miliardi di euro. L'entità dell'offerta è in linea con quanto ipotizzato nei mesi scorsi ma la novità principale è che si tratterebbe di una proposta vincolante. L'altro elemento interessante sono le modalità di pagamento previste nell'offerta: il 75% al closing in contanti e il resto dilazionato in 3-4 anni. Atlantia dovrebbe esaminare l'offerta in un cda convocato per venerdì prossimo. La riunione del cda di Cdp per l'ok definitivo all'offerta è iniziata lunedì e "rimane aperta in relazione all'offerta per Aspi e si riaggiorna nel pomeriggio del 23 febbraio, al fine di consentire la contestualità delle determinazioni di tutti i membri del Consorzio (di cui fanno parte anche i fondi Blackstone e Macquarie, ndr)". Il titolo ha terminato martedì a 16,20 euro in rialzo del 2,86%. I massimi di giornata, a 16,56 euro, sono superiori alla resistenza critica dei 16,215 euro, massimo del 5 giugno scorso (già testato anche il 10 novembre e l8 febbraio), ma i prezzi non sono riusciti a terminare la seduta al di sopra dell'ostacolo, rendendo di fatto dubbio il segnale di rottura. Se il superamento di area 16,21/22 troverà conferma nei prossimi movimenti sarà possibile affermare che il titolo è uscito dalla prolungata fase laterale disegnata negli ultimi mesi per riprendere l'uptrend che si era visto tra marzo e giugno 2020. Primo obiettivo a 18,67, lato alto del gap ribassista del 6 marzo, successivo a 20 euro, altro gap ribassista, questo del 28 febbraio 2020. Solo discese al di sotto dei 15,75 euro farebbero temere un ripensamento del mercato e prospetterebbero il ritorno in area 14,62, base del gap del 3 febbraio.

Telecom Italia

Telecom Italia archivia il 2020 con ricavi in calo del 12,1% a 15,8 miliardi di euro e utile netto in forte rialzo a 7,22 miliardi (916 milioni nel 2019) grazie al riallineamento dei valori fiscali: senza questo effetto l'utile sarebbe stato di 1,3 miliardi (+47% a/a). Il cda ha approvato il Piano Strategico 2021-2023: ricavi di Gruppo Organici da servizi previsti stabili o in leggera crescita (stable to low single-digit growth) nel 2021 e in leggera crescita (low single-digit growth) nel 2022 e 2023; EBITDA After Lease organico di Gruppo previsto stabile o in leggera crescita (stable to low single-digit growth) nel 2021 e in leggera crescita (low to mid single-digit growth) nel 2022-2023; riduzione dell'indebitamento di Gruppo After Lease a circa 16,5 miliardi di euro a fine 2021 e un rapporto tra debito ed EBITDA al 2023 di 2,6x. L'analisi del grafico di Telecom Italia mette in evidenza il potenziale testa e spalle rialzista in formazione da fine agosto 2020. La figura verrebbe completata in caso di superamento della neckline, attualmente in transito per 0,40 euro: obiettivo ideale a 0,53 circa, target intermedio a 0,48. Discese sotto 0,35-0,36 creerebbero invece le premesse per una correzione verso 0,3270 almeno.

Datalogic

Datalogic accelera grazie al report di Kepler Cheuvreux: raccomandazione hold confermata con prezzo obiettivo incrementato da 12,50 a 16,50 euro. Il quadro grafico di Datalogic appare ancora promettente: la pausa avviata dai massimi di febbraio a 16,87 euro ha avvicinato i prezzi alla trend line tracciata dai minimi dello scorso autunno, riferimento a circa 15,70. La tenuta di questo riferimento dovrà essere seguita dalla rottura di 16 87 euro per rilanciare la crescita in direzione dei massimi di fine 2019, a 18,75 euro. Confermi in questo senso creerebbero anche le premesse per successivi allunghi fino a 19,60 euro, duplice resistenza definita dal lato superiore del canale che sale da ottobre e minimi allineati di fine 2018 e marzo 2019. Indicazioni di debolezza invece sotto 15,70, ma solo il cedimento della media mobile esponenziale a 50 sedute, a 15 circa, comprometterebbe i progressi degli ultimi cinque mesi.

(SF - www.ftaonline.com)