I mercati asiatici iniziano la nuova ottava volando ai massimi delle ultime quattro settimane, in scia al rally con cui venerdì avevano chiuso gli indici di Europa e Usa (Wall Street aveva beneficiato in particolare dei positivi dati sull'occupazione). L'indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, dopo essersi deprezzato di circa l'1% settimana scorsa sfiora un guadagno del 2% salendo ai massimi dell'ultimo mese. Ma il vero protagonista è l'indice di Tokyo, che celebra la vittoria del premier Shinzo Abe alla consultazione elettorale di domenica. I liberaldemocratici di Abe, partito conservatore che ha governato il Paese asiatico per gran parte degli ultimi 60 anni, hanno infatti ottenuto circa 70 dei 121 seggi della Camera Alta oggetto della consultazione (sui 242 totali) insieme agli alleati di coalizione, tra cui Komeito e Kokoro, garantendosi così il controllo dei due terzi dell'intero Parlamento nipponico necessario per le riforme costituzionali. Il risultato è stata la migliore performance intraday degli ultimi tre mesi per il Nikkei 225, che chiude con un balzo del 3,98% (andamento simile per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi del 3,79%). I corsi sono stati sostenuti anche dal declino dello yen, che ha perso circa mezzo punto sul dollaro (dopo avere guadagnato quasi il 2% settimana scorsa), nella speranza di nuovi interventi da parte della Bank of Japan in occasione del meeting di fine luglio. Secondo gli analisti di Macquarie, inoltre, il premier Abe, rafforzato dalle urne, potrebbe introdurre uno stimolo fiscale entro la fine dell'anno.

Anche le materie prime recuperano terreno: il Bloomberg Commodity Index, in flessione del 3,7% la scorsa ottava (perdita settimanale più netta da gennaio), guadagna lo 0,70% in scia alle performance di oro (che scambia vicino ai massimi dal marzo 2014), argento, alluminio (che si avvia alla migliore chiusura a Londra da aprile), nichel e zinco. Declino invece per i corsi del greggio. Non a caso a Sydney l'unico comparto in sofferenza è proprio quello dei petroliferi. L'S&P/ASX 200 chiude in rally del 2,04% grazie ai minerari (Bhp Billiton e Rio Tinto si apprezzano di oltre il 2%) e soprattutto ai bancari che proseguono nel rimbalzo del settore partito venerdì dall'Europa. Positiva è anche la seduta di Seoul: il Kospi si apprezza infatti dell'1,30% al termine delle contrattazioni. A circa un'ora dalla chiusura i listini cinesi erodono parte dei loro guadagni: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 scambiano comunque intorno all'1% di progresso. Più limitato l'apprezzamento dello Shenzhen Composite che si muove su un guadagno dello 0,30% avvicinandosi alla fine degli seduta. Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in progresso di circa l'1,50% (meglio ancora fa l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita di oltre il 2%).