L'Italia rischia la recessione, Ftse Mib in situazione critica. Il diffondersi dell'epidemia di coronavirus in Italia, a partire dalle regioni piu' prosperose del nord (Lombardia e Veneto da sole fanno quasi un terzo del Pil nazionale, se si aggiungono anche Emilia Romagna e Piemonte si arriva al 48%) rende probabile la ricaduta in recessione dell'economia dell'intero paese.

Gia' l'ultimo trimestre del 2019 si era chiuso con un calo del Pil dello 0,3%, bastera' quindi che anche il primo del 2020 venga archiviato con un segno meno perche' sia dichiarata la recessione tecnica, ovvero due trimestri consecutivi di crescita negativa. Attenzione, l'andamento del Pil non e' una cosa astratta, come potrebbero pensare i non addetti ai lavori, ma ha un effetto diretto ed evidente sul mercato del lavoro, e quindi a cascata anche sui consumi: a dicembre 2019 e' stato registrato un calo degli occupati in Italia di 75 mila unita', la contrazione maggiore da febbraio 2016, mentre i precari hanno superato la cifra record di 3 milioni.

Se la disoccupazione a dicembre era rimasta stabile al 9,8%, l'occupazione era invece calata al 59,2% e l'inattivita' al 34,2%, con un aumento di 42mila unita' (che spiega la stabilita' del tasso di disoccupazione). Alla riunione del G20 a Riad il governatore di Banca d'Italia Visco ha pronosticato, ma ancora eravamo solo all'inizio dell'emergenza interna, che la riduzione del Pil conseguente il diffondersi del virus potrebbe essere dello 0,2% o piu' sull'intero anno (circolano voci di un giudizio aggiornato da parte di Banca d'Italia che raddoppia l'effetto del contagio sul Pil al -0,4%), con un effetto presumibilmente piu' evidente nei primi mesi.