Pambianco Strategie di Impresa in occasione della 23° edizione del Fashion Summit *organizzato in partnership con Deutsche Bank,* ha analizzato il cambiamento nella catena del valore dei brand del settore in risposta ai cambiamenti portati dalla "rivoluzione digitale" ormai ampiamente in atto.

I lavori si sono aperti con il saluto di Flavio Valeri, Chief Country Officer Italia di Deutsche Bank e sono poi entrati nel vivo con la presentazione della ricerca presentata da David Pambianco, CEO dell'omonima società, dal titolo: _"Dalla manifattura allo store del futuro"._

L'analisi condotta su un campione di 110 aziende italiane che complessivamente sviluppano un fatturato di 42 mld di euro, ha evidenziato che, segmentando il campione fra aziende di lusso e di tutte le altre fasce (premium / fascia media / fascia bassa), le Aziende di lusso hanno una dimensione media superiore (624 milioni contro 257 milioni), una crescita composta annua più alta (6,4% contro 4,8%) e un ebitda in percentuale sul fatturato più elevato (22% contro 13%).

A livello di produzione le Aziende italiane del lusso producono l'85% in Italia mentre le altre fasce di mercato allocano la produzione prevalentemente in Europa e in Asia (solo 13% in Italia).* L'Italia è il principale paese al mondo dove si producono beni di lusso.* Il valore della manifattura italiana di prodotti di lusso è di circa 9 miliardi di €. Di questo valore, circa i due terzi sono destinati alle aziende italiane, mentre un terzo è destinato all'estero (prevalentemente i gruppi francesi che producono Made in Italy).

Per quanto riguarda le vendite, le Aziende di lusso vendono in tutto il mondo (Europa 38%, Asia 38%, USA 19%) mentre per le Aziende delle altre fasce è l'Europa il mercato di riferimento con oltre il 90% dei ricavi.