Importanti novità per Mediobanca (-0,6% a 9,5240 euro) sono emerse ieri dal cda di Banca Mediolanum, terzo maggior azionista con il 3,34% (dato Consob). Il gruppo guidato da Massimo Doris ha deciso di "riclassificare le azioni detenute in Mediobanca da partecipazione strategica a portafoglio Held to Collect and Sell", modificando quindi "i propri obiettivi strategici, passando da una logica di valorizzazione della partecipazione in un arco temporale di medio lungo termine ad un approccio aperto ad una maggiore flessibilità".

*La decisione è stata presa alla luce delle "possibili evoluzioni sulla futura governance *del Gruppo Mediobanca" e dei "fattori esogeni che hanno recentemente interessato la compagine azionaria del medesimo". Il riferimento è all'uscita di scena di UniCredit (che lo scorso novembre ha ceduto l'intera quota dell'8,4%) e alla contemporanea ascesa di Leonardo Del Vecchio, oggi primo azionista con il 9,9%.

Doris ha spiegato a Reuters che se il creatore di Luxottica dovesse salire ulteriormente potrebbe modificare la linea gestionale di Piazzetta Cuccia (che ad oggi è ritenuta pienamente soddisfacente), e anche la governance potrebbe cambiare, per cui Banca Mediolanum rischierebbe di perdere il posto nel cda: di fronte a tutte queste incognite il management ha scelto di preparare il terreno per un'eventuale uscita si scena.

L'analisi del grafico di Mediobanca evidenzia la correzione originata dal massimo pluriennale a 10,9840 euro toccato a inizio novembre, con il titolo sceso in prossimità dei supporti dinamici a 9,05/9,10. In caso di rottura il movimento ribassista acquisirebbe ulteriore energia, prospettando un test dei minimi allineati di giugno e agosto a 8,15/8,20. Primi segnali di forza in caso di ritorno in pianta stabile sopra 9,65/9,70, prologo a un attacco a 10,40, ultimo ostacolo prima del ritorno sui 10,9840.