Liti tributarie pendenti in calo del 8,51% nei primi tre mesi del 2018. Il 43% degli atti processuali è stato inviato telematicamente. Lo rileva il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Nel periodo gennaio - marzo 2018 le controversie tributarie pendenti (409.787) si sono ridotte dell'8,51% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, a conferma di un trend positivo iniziato già dal 2012.

Nel trimestre, le controversie instaurate in entrambi i gradi di giudizio, pari a 58.365, fanno registrare una riduzione dei nuovi contenziosi dello 0,61% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Nei primi tre mesi del 2018, le controversie definite sono state 66.467, con una rilevante riduzione delle decisioni del 15,47% rispetto ai primi tre mesi dell'anno precedente Le nuove controversie, presentate in primo grado, presso le Commissioni tributarie provinciali (CTP), sono state pari a 42.355, evidenziando una crescita del 3,23%, mentre i ricorsi definiti, pari a 51.158, registrano una diminuzione del 19,46%.

Nelle Commissioni tributarie regionali (CTR), gli appelli pervenuti nel periodo gennaio-marzo 2018, pari a 16.010, risultano in calo del 9,51%. Le definizioni, pari a 15.309 provvedimenti, registrano una crescita dell'1,30%.

Nelle CTP la quota di giudizi completamente favorevoli all'Ente impositore è stata di circa il 46%, per un valore complessivo di 2.401,78 milioni di euro, mentre quella dei giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata di circa il 31%, per un valore di 941,26 milioni di euro. La percentuale delle controversie concluse con giudizi intermedi è stata di circa l'11%, per un valore complessivo di 990,72 milioni di euro.

Nelle CTR, invece, la quota di giudizi completamente favorevoli all'Ente impositore è stata di circa il 46%, per un valore complessivo di 1.235,63 milioni di euro, quella dei giudizi completamente positivi nei confronti del contribuente è stata pari a circa il 37%, per un valore complessivo di 880,60 milioni di euro. Le controversie concluse con giudizi intermedi rappresentano circa l'8%, per un valore complessivo di 449,34 milioni di euro.