Dopo il netto recupero di Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa giovedì era stato il Nasdaq, apprezzatosi dell'1,64%), la tendenza positiva è proseguita alla riapertura dei mercati asiatici con lo storico meeting tra le due due Coree (il leader nordcoreano Kim Jong Un e il presidente sudcoreano Moon Jae-in si sono incontrati nel villaggio di confine di Panmunjom) che ha fatto passare in secondo piano le decisioni degli istituti centrali (la Bank of Japan ha confermato il suo allentamento monetario in scia a quanto fatto giovedì dalla Banca centrale europea) e la spinta derivante dalle positive trimestrali di colossi americani come Facebook, Microsoft e Amazon.com ma anche cinesi come Baidu sul settore tecnologico. In controtendenza, però, si sono mosse le piazze cinesi, che non hanno beneficiato del recupero dell'It e anzi ancora vivono lo strascico della vicenda Zte: settimana scorsa il produttore cinese di apparati e infrastrutture per la telefonia mobile aveva incassato l'interdizione a operare in Usa per un periodo di sette anni ma Washington potrebbe ora mettere nel mirino anche l'altro gigante Huawei, in questo caso per violazione delle sanzioni contro l'Iran. Il risultato è stato un declino per le piazze di Shanghai e Shenzhen che lunedì e martedì non scambieranno per il ponte della Festa dei lavoratori (il 1° maggio resteranno per altro chiuse anche le piazze di Hong Kong e Seoul). A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno però recuperato terreno virando in positivo di circa lo 0,20% entrambi, mentre è intorno allo 0,50% l'apprezzamento dello Shenzhen Composite. Hong Kong è stata invece allineata per tutta la sessione con il rialzo dell'Asia: l'Hang Seng guadagna infatti intorno allo 0,70% (e la performance è poco migliore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in rialzo intorno allo 0,80%).