Mercato del lavoro Usa, il disastro continua. Il Dipartimento del lavoro Usa ha annunciato 5,2 milioni di nuove richieste di sussidio di disoccupazione per la settimana terminata l'11 aprile. Il totale delle ultime 4 settimane e' di 22,03 milioni di richieste, il record di sempre per un periodi di questa durata.

Con il dato il oggi il mercato del lavoro ha perso, in un solo mese, tutti i 22 milioni di nuovi posti che si erano creati negli 11 anni dalla la crisi del 2007/09. L'ultimo dato mostra pero' un rallentamento dal precedente che era stato di 6,6 milioni di richieste.

Non stupisce che il dato sulla fiducia dei consumatori calcolato dalla Universita' del Michigan sia sceso ad aprile di 18,1 punti a 71 punti. Negli ultimi due mesi il calo e' stato di 30 punti. A pesare sul dato della fiducia soprattutto il calo della componente delle condizioni attuali, scesa di 31,3 punti, quasi il doppio rispetto al precedente calo record dell'ottobre 2008. La componente relativa alle aspettative e' invece scesa "solo" di 9,7 punti, molto meno del calo record precedente registrato a dicembre del 1980: i consumatori si aspettano che l'emergenza Covid-19 sia di relativamente breve durata e che una ripresa sia ancora possibile.

Anche le vendite al dettaglio, il dato e' del Dipartimento del Commercio, hanno fatto registrare un calo record, a marzo sono scese dell'8,7%, una discesa che si confronta con il precedente record del novembre 2008 di 3,8 punti percentuali. A guidare il crollo e' stato il settore dei negozi di abbigliamento e accessori con un -50,5%, seguito dall'arredamento, -27%, dalle auto, -25,6%. In controtendenza i negozi di cibo e bevande, in crescita del 25,6%, con i consumatori impegnati a fare scorte in vista del lockdown.

A completare il quadro dei dati macro negativi e' quello della produzione: quella manifatturiera e' scesa a marzo del 6,3% dopo il calo dello 0,1% di febbraio, la produzione industriale totale si e' invece contratta del 5,4%. Entrambi questi risultati sono i maggiori cali dal 1946. Nel settembre e dicembre 2008, all'apice della precedente fase di crisi, infatti la produzione manifatturiera era scesa del 3,5%. La produzione di veicoli e' scesa del 28%, il comparto della pubblica utilita' si e' contratto del 3,9%, il minerario del 2%.

L'utilizzo della capacita' e' sceso di pari passo arrivando al 72,7% a marzo, il 7,1% al di sotto della media di lungo periodo (calcolata per il periodo dal 1972 al 2019).

I dati macro riferiti al mese di marzo in generale non tengono conto del pacchetto di misure di aiuto all'economia da 2300 miliardi di dollari firmato da Trump alla fine del mese, il pacchetto "CARES" (Coronavirus Aid, Relief, and Economic Security) che prevede tra le altre cose un assegno di 1200 dollari ai cittadini e prestiti anche per le piccole imprese.

Il CARES Act allarga anche la platea di coloro che possono chiedere un sussidio di disoccupazione, e' quindi possibile che il numero di richieste aumenti ulteriormente nelle prossime settimane senza che questo implichi necessariamente un concreto ulteriore deterioramento della, comunque gia' drammatica, situazione.

Il dato sui sussidi settimanali di disoccupazione rimarra' comunque anche nel prossimo futuro un ottimo barometro dell'andamento della crisi: per adesso gli effetti si sono sentiti maggiormente sui settori come quello della ristorazione o dell'intrattenimento, immediatamente colpiti dalle misure di contenimento, in futuro saranno invece, se la situazione non migliora rapidamente, anche i lavoratori di altri comparti come la manifattura, la sanita', le costruzioni, ad ingrossare le fila dei richiedenti il sussidio.

L'aumento di questa componente sara' piu' difficile da riassorbire nel momento in cui il lockdown dovesse essere tolto e quindi e' importante che non cresca troppo per evitare di mettere il freno ad una ripresa.

Il raggiungimento della soglia dei 20 milioni di richieste veniva indicato fino a poco tempo fa come probabile da molti economisti a fine aprile mentre il fatto che sia gia' stata toccata quella quota e' preoccupante, significa che la disoccupazione potrebbe salire gia' con il prossimo dato almeno al 15%.

Il rischio che venga superato il 20% di tasso di disoccupazione prima che le cose inizino ad andare meglio e' quindi elevato, con evidenti difficolta' poi per la realizzazione di un rimbalzo veloce dell'economia che invece ancora oggi in molti sperano possibile.

(AM - www.ftaonline.com)