La Commissione Europea approva l'accordo al Coreper (Permanent Representative Committee) del Consiglio Europeo su delle regole generale sui prospetti che le imprese presentano in Europa in occasione dell'accesso ai mercati di capitale, quando per esempio si quotano, promuovono un aumento di capitale o emettono delle obbligazioni.

Ancora una volta la Commissione e il Consiglio Ue pongono l'accento sulla semplificazione delle procedure e la necessità di ridurre il costo collegato ad essa per le piccole e medie imprese che puntano ad accedere al mercato dei capitali.

Va ricordato che il prospetto è quel documento che fornisce ai potenziali investitori le informazioni necessarie a valutare se mettere o meno il proprio denaro in uno strumento finanziario.

L'armonizzazione delle norme europee in materia è d'altra parte un pilastro della formazione di un mercato unico dei capitali. Da notare il previsto passaggio fondamentale delle previsioni Ue dalla direttiva, che fornisce degli obiettivi da declinare nel contesto legislativo nazionale, al regolamento europeo, che invece fornisce indicazioni vincolanti e stringenti per tutti i Paesi membri.

Il punto 8 della proposta sui prospetti Ue che ora dovrà essere vagliata dal Parlamento europeo specifica che agli Stati membri e alle relative autorità competenti (in Italia sarebbe la Consob) non viene impedita l'imposizione di ulteriori specifiche richieste agli emittenti di titoli sui mercati regolamentati, sui sistemi multilaterali di negoziazione o nei sistemi organizzati di negoziazione (segnatamente per quanto riguarda la corporate governance).

La bozza Ue suggerisce comunque che sotto offerte di ammontare inferiore ai 500 mila euro non sia richiesto un prospetto i cui costi sarebbero sproporzionati rispetto ai proventi dell'emissione. Il Consiglio allarga la possibilità di non emettere un prospetto anche per le emissioni fino a 10 milioni di euro, anche se lascia in tal senso agli Stati Membri la possibilità di richiedere anche per queste operazioni dei requisiti informativi minimi per il mercato.