Molto deboli i bancari italiani: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,7%, l'EURO STOXX Banks -0,7%. Banco BPM -2,3% (l'a.d. Castagna ha anticipato che il nuovo piano non prevede aggregazioni), FinecoBank -1,9%, UBI Banca -1,9%, UniCredit -1,8%. Mediobanca -1,8% perde ulteriore terreno dopo il -0,75% di ieri quando Banca Mediolanum, terzo maggior azionista con il 3,34% (dato Consob) ha deciso di "riclassificare le azioni detenute in Mediobanca da partecipazione strategica a portafoglio Held to Collect and Sell", modificando quindi "i propri obiettivi strategici, passando da una logica di valorizzazione della partecipazione in un arco temporale di medio lungo termine ad un approccio aperto ad una maggiore flessibilità". La decisione è stata presa alla luce delle "possibili evoluzioni sulla futura governance del Gruppo Mediobanca" e dei "fattori esogeni che hanno recentemente interessato la compagine azionaria del medesimo". Il riferimento è all'uscita di scena di UniCredit (che lo scorso novembre ha ceduto l'intera quota dell'8,4%) e alla contemporanea ascesa di Leonardo Del Vecchio, oggi primo azionista con il 9,9%. Doris ha spiegato a Reuters che se il creatore di Luxottica dovesse salire ulteriormente potrebbe modificare la linea gestionale di Piazzetta Cuccia (che ad oggi è ritenuta pienamente soddisfacente), e anche la governance potrebbe cambiare, per cui Banca Mediolanum rischierebbe di perdere il posto nel cda: di fronte a tutte queste incognite il management ha scelto di preparare il terreno per un'eventuale uscita si scena.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)