Netto rialzo per il prezzo del greggio in avvio di ottava. Le quotazioni del crude oil future sono salite fino a 65,86 dollari per poi stabilizzarsi in area 65,60, in crescita del 2,37% circa sulla chiusura di venerdi'. Da due settimane circa i prezzi tentavano di superare la resistenza critica offerta in area 63,50/64,00 dal 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco di ottobre 2018, il salto odierno oltre quei livelli e' quindi rilevante. L'amministrazione Trump avrebbe fatto sapere che a maggio vorrebbe fare terminare le eccezioni alle sanzioni all'Iran, che ad oggi permettono a 8 paesi, tra i quali la Cina, l'India e la Turchia di comprare petrolio iraniano, azzerando di fatto le esportazioni di greggio da quel paese (l'Iran in passato e' stato il 4° maggiore esportatore dell'Opec). L'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi hanno gia' fatto sapere che cercheranno di aumentare la produzione in modo da evitare un calo dell'offerta. L'Iran ha minacciato, il risposta all'aumento delle sanzioni, di chiudere lo stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il petrolio prodotto nel Golfo Persico. Una chiusura di seduta del future crude oil oltre i 65 dollari confermerebbe il segnale rialzista aprendo la strada al test in area 69,50 del livello successivo al 61,8% nella scala dei ritracciamenti, il 78,6%. Sugli stessi livelli si colloca anche il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di dicembre 2018. Solo sotto area 63,50 i segnali di forza verrebbero negati, supporto in quel caso a 61,90, base del canale rialzista.

(AM - www.ftaonline.com)