"L'ingresso sul mercato di Open Fiber, con l'obiettivo di realizzare una rete nazionale in fibra ottica, in linea con le agende digitali italiana ed europea, ha fin dall'inizio generato un'accesa concorrenza da parte di Telecom Italia, che ha evidente interesse a preservare il valore delle proprie infrastrutture in rame e la sua posizione dominante.
A oggi sono oltre 130 le città in cui Open Fiber commercializza i propri servizi e circa 6 milioni le famiglie e le imprese che possono già beneficiare di una rete interamente in fibra ottica - molto di più di quanto abbia realizzato chiunque altro - investendo concretamente alla data odierna oltre 3 miliardi di euro a beneficio del Paese e con l'obiettivo di recuperare lo storico ritardo nello sviluppo delle reti di TLC, che posiziona l'Italia agli ultimi posti delle classifiche internazionali". Lo ha comunicato ieri Open Fiber, joint venture paritetica della fibra ottica di Enel e CDP, in una nota.

"Negli scorsi anni Open Fiber è risultata aggiudicataria dei tre bandi di gara del MISE per la realizzazione della rete pubblica nelle aree in cui gli operatori - ed in particolare TIM - hanno dichiarato di non essere interessati ad investire.

Dopo aver perso la prima gara, l'incumbent ha deciso per sua libera scelta di non partecipare alle successive. In queste aree sono oltre 2 mila i Comuni in cui i lavori sono stati avviati, circa 450 quelli con i lavori completati e oltre 2 milioni le unità immobiliari connesse, malgrado i 13 ricorsi TIM che hanno bloccato per mesi l'avvio del progetto", aggiunge il comunicato.

"Nella realizzazione di tale opera Open Fiber si attiene alle indicazioni dettate dalle concessioni in merito all'architettura di rete e pertanto le critiche risultano inappropriate e smentite nei fatti dall'efficace attivazione dei clienti.