Semestre all'insegna della debolezza per OVS (-4,2% a 1,77 euro). Nei primi sei mesi dell'esercizio 2019-2020 conclusi il 31 luglio scorso i ricavi si sono attestati a 651 milioni di euro, in calo del 2,4% e del 4% s parità di perimetro. L'EBITDA rettificato è sceso a 62,5 milioni da 81,1 l'anno prima, con incidenza sui ricavi al 9,6% da 12,2%. Il risultato netto rettificato si dimezza a 16,8 milioni (da 32,8). Ieri OVS ha però sottoscritto con tutte le banche finanziatrici l'accordo modificativo (Amendment and Restatement Agreement) del contratto di finanziamento esistente: la scadenza è stata posticipata dal 2 marzo 2020 al 2 marzo 2023 e l'ammontare è stato ridotto (su proposta di OVS), da 475 a 450 milioni di euro.

L'analisi del grafico di OVS evidenzia il recupero partito dal minimo storico dello scorso dicembre a 0,6510 euro e il successivo consolidamento (a partire dal picco di fine aprile a 1,9880). Con il balzo di ieri il titolo è salito a mettere pressione sulla resistenza dinamica in forza da aprile in transito per 1,8450: concrete indicazioni favorevoli alla ripresa del rialzo arriveranno solo a seguito del perentorio superamento di 1,9880, con primo obiettivo sugli ex supporti di area 2,35. Discese sotto 1,66 creerebbero invece le premesse per un affondo verso la base del movimento di consolidamento a 1,40/1,45 (conferme sotto 1,61).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)