Con ordinanza del 27 marzo 2019, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha respinto la richiesta di Citibank di sospendere l'efficacia dei provvedimenti di Consob e Borsa Italiana relativi alla revoca della quotazione (delisting) delle azioni Parmalat.

Il TAR ha accolto le ragioni dei legali di Sofil e di Consob, che consideravano già esauriti gli effetti dei menzionati provvedimenti.

Ai fini della decisione, il TAR ha considerato (tra l'altro) che il credito da oltre 430 milioni di dollari USA, preteso da Citibank sulla base di una sentenza della Superior Court of New Jersey del 27 ottobre 2008 "è comunque ancora sub judice", essendo pendente in Cassazione il giudizio promosso da Parmalat avverso l'ordinanza della Corte d'Appello di Bologna del 29 agosto 2014, con la quale è stata dichiarata efficace in Italia la predetta sentenza americana.

Il TAR ha anche evidenziato la "natura controversa e obiettivamente incerta delle questioni che sono oggetto del giudizio di cassazione, soprattutto per quanto attiene la par condicio creditorum".

Secondo la decisione del TAR, l'accoglimento della domanda di Citibank è precluso dall'avvenuto perfezionamento delle formalità relative all'acquisto, da parte di Sofil, delle azioni Parmalat detenute dagli azionisti di minoranza e dal successivo delisting, che "non appare direttamente e immediatamente reversibile e comporta comunque la sopravvenuta inapplicabilità del regime di vigilanza proprio delle società quotate".

(GD - www.ftaonline.com)