La nuova settimana è partita bene per le quotazioni del petrolio che hanno messo a segno un bel rally, al termine di una seduta vissuta a due facce.

Nella prima parte infatti le quotazioni dell'oro nero hanno perso terreno, salvo poi cambiare direzione di marcia a strappare al rialzo nel finale.

Il petrolio si è fermato a 23,36 dollari, con un rally del 3,2%. grazie all'accelerazione rialzista alimentata dalla mossa della Fed che ha annunciato una rilevante espansione del QE, unitamente all'impegno di acquistare tutti i titoli del Tesoro e MBS necessari.

Il rally odierno non modifica per ora l'impostazione decisamente negativa del petrolio che la scorsa settima ha lasciato sul parterre il 30% del suo valore.

Come evidenziato in una nota dagli analisti di Equita SIM, il petrolio è stato colpito da entrambi i lati della domanda e dell’offerta.

L’Arabia Saudita e la Russia si stanno preparando ad aumentare la produzione in uno scenario di guerra dei prezzi, e un rallentamento dei viaggi e delle attività commerciali globali a causa del coronavirus sta sopprimendo la domanda.

Le ultime previsioni puntano ad un calo compreso tra 8 e 10 milioni di barili al giorno a marzo e ad aprile, circa l’8%-10% della domanda globale.

In questo contesto, il cartello OPEC + non sarebbe comunque in grado di stabilizzare i prezzi a causa dell’entità del calo della domanda.

Questo sarebbe il più grande surplus globale nella storia del mercato petrolifero, pertanto i prezzi potrebbero continuare a essere deboli nel breve termine secondo Equita SIM.