A meno di un'ora dalla chiusura delle contrattazioni odierne, prosegue il ribasso del petrolio che conferma la tendenza negativa già evidenziata oggi sin dalle prime battute.

Dopo aver avvicinato ieri la soglia dei 65 dollari al barile, mettendo a segno un progresso di circa un punto percentuale a fine sessione, l'oro nero oggi ha imboccato da subito la via delle vendite.

Le quotazioni hanno provato a difendere la soglia dei 64 dollari nel primo pomeriggio, salvo poi scendere al di sotto della stessa, complice un'accelerazione ribassista nelle ultime ore.

Mentre scriviamo le quotazioni dell'oro nero vengono fotografate a 63,5 dollari al barile, a poca distanza dai minimi intraday toccati a ridosso dei 63,3 dollari, con una flessione dell'1,72%.

In assenza di notizie di rilievo che giustifichino tali vendite, il ribasso del petrolio si può collegare al rialzo del dollaro, al quale è correlato negativamente.

Il biglietto verde infatti guadagna terreno contro l'euro, con il cross fotografato ora in area 1,125, ma l'avanzata del dollaro è ancora più marcata rispetto allo yen, con il cambio in rialzo di oltre mezzo punto percentuale a 111,60.

Ad appesantire l'andamento del petrolio è anche l'ultimo aggiornamento arrivato ieri sulle scorte Usa, sui massimi dalla fine del 2017, in contrasto con i tagli alla produzione decisi dall'Opec e con le tensioni alimentate dalla crisi in Libia che negli ultimi giorni hanno contribuito a spingere in alto i prezzi del greggio.