Accelerano al rialzo nel pomeriggio i corsi del petrolio a livello internazionale. Il future sul Brent compie un balzo del 2,23% a 62,33 dollari al barile e quello sul *WTI *uno del 3,33% a 53,72 dollari.

A favorire la corsa del greggio un mix di fattori, fra i quali prevale il tweet del presidente USA *Donald Trump *che ha annunciato che incontrerà il leader cinese *Xi Jinping *in occasione del primo G20 del Giappone (28 e 29 giugno 2019). Chiaramente il riavvio delle trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina alleggerisce la maggiore incognita geopolitica di questa fase e incoraggia a una maggior fiducia sulla domanda di petrolio.

Importante anche l'approccio espansivo confermato oggi dalla *Bce *e che potrebbe passare da un nuovo QE e da interventi sui tassi. Potrebbe trattarsi di stimoli paralleli a quelli delle altre maggiori banche centrali che questa settimana decideranno dei tassi e della propria politica monetaria (la Fed, la Banca del Giappone e la Banca d'Inghilterra in questo ordine).

Restano sullo sfondo, ma ancora vitali, altri elementi capaci di influenzare le quotazioni del petrolio. ieri sera Patrick Shanahan, Acting United States Secretary of Defense Secretary (ossia a semplificare la Difesa degli Stati Uniti) ha confermato di avere autorizzato l'invio di altre mille soldati in Medioriente per difendere gli interessi Usa *nell'area dalle potenziali minacce dell'Iran*. Come noto gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita hanno accusato proprio l'Iran, seppure con prove che la comunità internazionale ha in gran parte ritenuto (se non definito) insufficienti, degli ultimi due attacchi a petroliere in transito sul Golfo di Hormuz.

(GD - www.ftaonline.com)