Resta vigile l'attenzione dei mercati internazionale per mercati internazionali del *petrolio *che hanno registrato, in contemporanea alla pandemia di Covid-19, crolli tanto consistenti da mettere a repentaglio la sostenibilità della produzione globale. Nelle ultime settimane alla rottura su una nuova proposta di tagli coordinati della produzione tra Russia e Arabia Saudita, fino ad allora uniti nel cosiddetto *Opec+ *(Mosca non fa parte dell'Opec), è seguito l'incremento del pompaggio di greggio saudita a prezzi bassissimi e dunque la crescente pressione degli Stati Uniti messi in crisi da prezzi che rendono insostenibile economicamente la produzione nazionale *USA *di shale oil.

*Washington *sul fronte interno ha reagito annunciando acquisti di greggio "americano" per 77 milioni di barili da aggiungere alle scorte strategiche e sul fronte internazionale avviando una mediazione tra Mosca e Ryiad che dovrebbe culminare in un'intesa oggi al meeting virtuale straordinario del *G20 *(quest'anno ospitato proprio dall'Arabia Saudita).

L'iniziativa di un confronto allargato è nata dall'AIE (Agenzia Internazionale dell'Energia), anche se il suo presidente ha affermato in un'intervista a ll Sole 24 Ore che un taglio produttivo (che si immagina a questo punto allargato agli Stati Uniti) dovrebbe distinguere tra i colossi pubblici sauditi e russi e quelli privati statunitensi che potrebbero, più che ridurre l'output, tagliare gli investimenti con analoghi effetti.

Ieri l'Opec, in un meeting non meno atteso, ha annunciato una riconferma dei tagli coordinati della produzione recenti e nuovi tagli da 10 milioni di barili al giorno dal 1° maggio al 30 giugno 2020, quindi ulteriori tagli da 8 milioni di barili al giorno nei 6 mesi successivi. Tra il 1° gennaio 2021 e il 30 aprile 2022 altri tagli da 6 milioni di barili al giorno dovrebbero essere effettuati. Le correzioni prevedono interventi pari ai livelli dell'ottobre 2018, con l'eccezione significativa di Russia e Arabia Saudita che si impegnano allo stesso livello base di riduzione produttiva di 11 milioni di barili al giorno.

*Il G20 di oggi *dovrà allargare dunque tavolo dell'Opec+ alle prime venti economie del mondo chiamate a un ruolo coordinato globale dettato dall'entità del taglio della domanda di greggio imposto dal Covid-19, stimato tra 20 e 30 milioni di barili al giorno, quindi un terzo della domanda globale. Cifre che vanno ben al di là della risposta fornita finora dai maggiori produttori mondiali alla crisi.

(GD - www.ftaonline.com)