Dopo due mesi, è arrivato il testo elaborato dalla task force guidata da Vittorio Colao. Nelle 53 pagine del testo vengono elencate le proposte per rilanciare il paese nel triennio 2020-2022. Lavoro e imprese sono le due parole chiave per attivare il motore dell’economia messo in stand-by durante i mesi di lockdown. Il Piano Colao, poi, propone tutta una serie di spunti in tema di digitalizzazione, rivoluzione verde e parità di genere.

Le proposte per tutelare imprese e lavoro

Imprese e lavoro sono considerate come “il motore della ripresa, da sostenere e facilitare per generare profonde innovazioni dei sistemi produttivi”. A causa della pandemia, il settore si trova ad affrontare uno shock economico senza precedenti. Le imprese di ogni dimensione si ritrovano ad affrontare un triplice ordine di problemi: costi aggiuntivi per gestire le conseguenze della crisi, calo dei ricavi e aumento degli investimenti per far fronte all’accelerato cambiamento. Al fronte di questo, il Piano Colao si propone di raggiungere tre obiettivi macroeconomici:

  • Sostenere la sopravvivenza e la ripartenza delle imprese;
  • Ridurre significativamente l’economia sommersa e riequilibrare il carico fiscale per garantire un’equa concorrenza;
  • Modernizzare il tessuto economico e produttivo del paese per aumentare il livello di innovazione e sostenibilità.

Per quanto riguarda il primo obiettivo, gli interventi di urgenza riguardano la rimozione della responsabilità penale del datore di lavoro, la promozione dello smart working e una deroga temporanea al Decreto Dignità per consentire il rinnovo dei contratti e tutelare il lavoro. Altre proposte, poi, vengono fatte per garantire la liquidità alle imprese, ad esempio tramite la compensazione orizzontale di debiti e crediti fiscali e la promozione di strumenti che impegnino le grandi imprese al pagamento dei piccoli fornitori.

In materia fiscale, il Comitato sottolinea l’occasione unica data da questa crisi per apportare modifiche al sistema fiscale e correggere distorsioni che ormai si protraggono da decenni. Il Piano Colao avanza proposte legate a meccanismi di voluntary disclosure (denuncia volontaria) per l’emersione di lavoro nero e redditi non dichiarati, a fronte di pagamenti di imposte e vincoli di impegno di capitale per un periodo minimo di tempo (ad esempio tramite social bond). Inoltre, il Comitato incoraggia l’introduzione di disincentivi per l’uso del contante e della riapertura a livello europeo della discussione per mettere fuori corso le banconote di maggiore taglio (200 e 500 euro).

Si parla anche della modernizzazione del tessuto economico e produttivo. Il Piano Colao consiglia di ripristinare il piano industria 4.0, incentivando gli investimenti in sostenibilità e transizione energetica. E lo sviluppo delle imprese non può che passare anche da interventi per incentivare la formazione e la riqualificazione della forza lavoro e manageriale.

Infine, vengono proposti degli interventi di ricapitalizzazione delle imprese di filiera, per rilanciare l’export e per favorire il reinsediamento sul territorio nazionale di attività di alto valore aggiunto in precedenza svolte all’estero (il cosiddetto reshoring).

Infrastrutture e ambiente come volano della ripresa

Una buona parte del Piano Colao è dedicato al tema delle infrastrutture e dell’ambiente. Il fabbisogno di investimenti in infrastrutture viene stimato in oltre 300 miliardi di euro per il prossimo quinquennio per il quale viene consigliata un’accelerazione straordinaria del valore di 50-100 miliardi per i prossimi 18 mesi.

Le proposte del comitato riguardano 5 macroaree:

  • Piano straordinario per il rilancio delle infrastrutture. Le lentezze strutturali del nostro sistema e le lungaggini burocratiche dovrebbero essere superate guardando ad esempi virtuosi come quello della ricostruzione del ponte di Genova.
  • Infrastrutture per le telecomunicazioni. La connettività a banda larga deve essere estesa a tutto il territorio nazionale in quanto genera attività economica immediata e stimola la crescita futura. Viene sottolineata la necessità di un intervento sistematico per rendere il paese universalmente interconnesso permettendo la diffusione di tecnologie innovative tra aziende e privati (ad es. istruzione in e-learning, acquisti con l’e-commerce e pagamenti contactless).
  • Infrastrutture energetiche e idriche e salvaguardia del patrimonio ambientale. Energia e sostenibilità ambientale sono molto importanti da un punto di vista economico, dal momento che permetterebbero lo sblocco di fondi bloccati da impiegare nel breve termine. Questi avrebbero un impatto rilevante sul PIL grazie all’effetto moltiplicatore e richiederebbero fondi di bilancio limitati dato che vi sono molti privati pronti ad investire nel settore. L’opportunità sarebbe particolarmente per il sud, dove verranno convogliati una buona parte degli investimenti, sia per colmare il gap strutturale del paese, sia per soddisfare determinate esigenze strategiche. Infine, si esorta ad accelerare le iniziative riguardanti la transizione verso un’economia circolare.
  • Infrastrutture trasporti e logistica. Molte infrastrutture sono vicine alla fine del ciclo vitale per cui dovrebbe essere spinta una grande opera di rinnovamento e di sviluppo di una mobilità a basso impatto ambientale, come quella su ferro delle merci.
  • Infrastrutture sociali. La crisi in atto ha evidenziato delle gravi carenze delle strutture sociali, sia abitative che socio-sanitarie, le quali devono essere ricomprese all’interno del piano di rilancio infrastrutturale.

Turismo, arte e cultura per rilanciare il brand del Paese

La pandemia ha causato una drammatica riduzione del giro d’affari del settore turistico mondiale. In questo contesto, il nostro paese è particolarmente colpito alla luce del grande peso che il turismo ha nella nostra economia (tutto l’indotto è stimato avere un valore pari al 13% del PIL). 

Per cui è necessario un ampio intervento, anche sfruttando le risorse europee, per tutelare la stagione estiva 2020 e rilanciare il settore in maniera definitiva nel 2021. A tal fine viene proposta la creazione di un presidio governativo speciale che progetti le misure per il prossimo triennio. Questi interventi dovrebbero ricomprendere un rafforzamento delle imprese turistiche tramite il miglioramento delle infrastrutture che collegano i poli turistici e un investimento in formazioni degli addetti del settore.

Infine, si consiglia l’elaborazione di un piano integrato di attrazione dei capitali privati per rafforzare gli enti culturali ed artistici, sia a livello di governance che di competenze.