Piazza Affari appesantita da bancari, Prysmian e Juventus. FTSE MIB -0,47%.

Mercati azionari europei incerti. Wall Street debole: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,4%, NASDAQ Composite -0,4%, Dow Jones Industrial -0,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,47%, il FTSE Italia All-Share a -0,42%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,08%, il FTSE Italia STAR a -0,36%.

BTP positivi, spread in calo: il decennale rende il 2,83% (-2 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 270 bp (-5 bp) (dati MTS).

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, segnaliamo che negli USA a dicembre la domanda di beni durevoli è aumentata dell'1,2% su base mensile dopo l'incremento dell'1% precedente. Le attese erano fissate su un incremento dello 0,8%. La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio indice, che monitora l'andamento dell'attivita' manifatturiera dell'area di Philadelphia, si e' attestato nel mese di febbraio a -4,1 punti dai 17 punti di gennaio deludendo le attese degli analisti che si aspettavano un valore dell'indice pari a +15,6 punti. Negli USA la National Association of Realtors ha reso noto che a gennaio le vendite di abitazioni esistenti sono diminuite dell'1,2% a 4,94 milioni di unità. Il dato è risultato nettamente inferiore al consensus fissato su un incremento dello 0,8% a 5,01 milioni di unità. Markit ha reso noto che negli USA a febbraio l'indice PMI manifatturiero (stima flash) e' sceso a 53,7 punti dai 54,9 punti del mese precedente. L'Energy Information Administration (EIA) ha comunicato che negli USA le scorte di petrolio nella settimana terminata il 15 febbraio scorso hanno fatto segnare un incremento di 3,672 mln di barili da +3,633 mln registrati nella precedente (consensus: +3,080 mln). Nell'eurozona a febbraio (dati preliminari) l'indice Markit PMI manifatturiero è sceso a 49,2 punti da 50,5 di gennaio, su livelli minimi da 68 mesi. L'indice Markit PMI delle attività terziarie è invece salito a 52,3 punti dai 51,2 punti di gennaio. In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di gennaio. L'indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,8% su base mensile ed è aumentato dell'1,4% su base annuale, in linea con le attese e con il dato preliminare. L'Istat riferisce che a gennaio in Italia l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, è salito dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,9% su base annua (da +1,1% registrato nel mese precedente), confermando la stima preliminare.