Piazza Affari chiude in verde nonostante debolezza bancari e balzo spread. FTSE MIB +0,30%.

*Mercati azionari europei positivi. Wall Street in progresso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +2,3%, NASDAQ Composite +2,7%, Dow Jones Industrial +2,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,30%, il FTSE Italia All-Share a +0,26%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,93%, il FTSE Italia STAR a -0,48%.

BTP e spread in netto peggioramento. *Il rendimento del decennale segna 1,49% (chiusura precedente a 1,31%), lo spread sul Bund 202 bp (da 181) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: indice attività manifatturiera Dallas Fed a -70 punti a marzo (valore più basso dall'inizio della serie, giugno 2004) da +1,2 punti (atteso +6,2 punti); indice Pending Home Sales febbraio +2,4% m/m da +5,3% R (atteso -1%). Nell'eurozona: indice fiducia consumatori marzo a -11,6 punti da -6,6 punti R (atteso -11,6 punti). In Germania: inflazione preliminare marzo +1,4% a/a da +1,7% (atteso +1,4%).

*Bancari in netta flessione dopo le adesioni alla raccomandazione della BCE di non pagare dividendi *e di non procedere a buyback almeno fino a ottobre. L'indice FTSE Italia Banche segna -5,19%, l'EURO STOXX Banks -6,2%. A Milano sotto pressione le big UniCredit -7,46% e Intesa Sanpaolo -6,12%: il cda della prima riunito domenica 29 marzo in via straordinaria ha deliberato di ritirare la proposta di distribuzione di un dividendo per l'esercizio 2019 di 0,63 euro per azione a valere sulle riserve di utili e la proposta di autorizzazione all'acquisto di azioni proprie fino a 467 milioni di euro (non superiori a 67 milioni di azioni). Il cda di martedì 31 marzo di Intesa Sanpaolo includerà l'esame della comunicazione della BCE riguardante la politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID19. Lo scorso 25 febbraio il board di Intesa aveva proposto la distribuzione di un dividendo pari a 19,2 centesimi per azione.

Denaro sui difensivi a Piazza Affari: in evidenza i farmaceutici Diasorin +7,37%, Recordati +7,65%, bene anche le utility Italgas +6,30%, A2A +5,95%, Enel +3,75%.

*Atlantia -7,55% *perde nettamente terreno dopo le indiscrezioni del Messaggero. A quanto risulta al quotidiano il gruppo controllato dai Benetton ha riattivato i contatti con il governo sul tema delle concessioni autostradali. L'esecutivo avrebbe chiesto la conferma degli investimenti e il pagamento di una penale consistente. Da parte di Atlantia ci sarebbe un'apertura al dialogo e la disponibilità a scendere in minoranza nel capitale di Autostrade: a tal proposito si registra l'interesse di Macquarie Group.

STM +5,06% recupera con decisione dopo le incertezze di fine settimana scorsa causate dalle indiscrezioni di Nikkei Asian Review secondo cui Apple potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di rinviare di qualche mese il lancio dell'iPhone 12 (previsto per settembre) a causa dell'emergenza coronavirus. La pandemia rischia infatti di avere conseguenze sia sulla domanda che sui piani di produzione. Il rinvio avrebbe effetti negativi sui conti di STM dato che il gruppo di Cupertino è il suo cliente più importante. A fine febbraio è emerso dalla pubblicazione del bilancio 2019 di STM (il Form 20F della SEC, la Consob americana) che il peso di Apple sui ricavi di STM è salito dal 13,1% del 2018 al 17,6%.

Juventus FC +5,07% a 0,7758 euro positiva ma ben al di sotto dei massimi visti in avvio (0,80 euro) dopo la notizia dell'accordo con calciatori e allenatore sui compensi della restante parte della corrente stagione sportiva: questi ultimi non percepiranno le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020 (ovvero un terzo dei compensi dell'intero anno). Alcuni quotidiani hanno però precisato che i tesserati rinunceranno a solo 1 mensilità e mezzo, le restanti due e mezzo verranno corrisposte nel corso della prossima stagione.

Pesante flessione per Cerved -11,88%. Il gruppo la scorsa settimana ha archiviato il 2019 con utile netto a € 58,2 mln (-34,4%), utile adjusted a 121,9 mln (+4,4%). Per il management la situazione economico-patrimoniale e finanziaria del Gruppo è solida e consente di fronteggiare la crisi coronavirus in corso ma, "data l'incertezza dell'evoluzione dell'emergenza, in ottica di prudenza il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di non distribuire dividendi, e per il momento ha sospeso il Financial Outlook 2018-2020 dando appuntamento al prossimo Investor Day previsto per il secondo semestre del 2020". Sempre la scorsa settimana è scaduta l'esclusiva concessa ad Intrum Italy S.p.A. per la negoziazione della potenziale cessione della divisione Credit Management e, pertanto, le relative trattative sono allo stato interrotte.

Mediaset +2,87% si conferma in buona forma dopo le dimissioni di Max Conze, CEO di ProSiebenSat.1 Media e contrario all'integrazione con Cologno Monzese. A inizio scorsa settimana Mediaset aveva annunciato l'acquisizione (tramite la controllata Mediaset España Comunicacion S.A.) del 4,25% di ProSiebenSat.1 Media, portandola quota del Gruppo Mediaset al 20,1% dei diritti di voto (escludendo le azioni proprie).

*Brembo -7,64% *tocca i minimi da febbraio 2016, prosegue la flessione scaturita dal comunicato di venerdì 20 marzo contenente la decisione di sospendere la delibera di distribuzione del dividendo sugli utili 2019 già approvata il 9 marzo (0,22 euro per azione) e di proporre all'assemblea del 23 aprile di riportare a nuovo l'utile dello scorso esercizio. Secondo il board il COVID-19 si sta evolvendo rapidamente ed è difficile esprimere previsioni quantitative circa gli impatti "sui risultati economico-finanziari del Gruppo, ma si presume saranno di entità significativa nei primi trimestri del 2020".

Giglio Group +9,63% a 2,39 euro. Banca IMI conferma la raccomandazione buy e il target a 3,30 euro sul titolo in scia al balzo in avanti messo a segno dopo l'annuncio della momentanea conversione di alcune piattaforme e linee logistiche destinate al Fashion ai fini di reperire mascherine. Grazie ai proficui rapporti con le autorità cinesi il gruppo ha potuto aprire un canale ufficiale con il governo di Pechino e quindi avviare una collaborazione con una delle più grandi fabbriche cinesi di presidi sanitari, di proprietà statale.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)