Chiude la seduta in rosso Piazza Affari. Il *Ftse Mib *cede lo 0,34% e il Ftse Italia All Share lo 0,30%. Sottotono anche le altre borse europee mentre i maggiori indici azionari statunitensi mostrano performance positive.

Il segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, ha affermato che l'accordo commerciale con la *Cina *è fatto al 90% e si è detto fiducioso su ulteriori passi avanti del presidente Usa Donald Trump nelle trattative con la controparte cinese Xi Jinping che incontrerà al summit G20 in Giappone previsto venerdì e sabato prossimo.

Chiude la seduta in calo a 245 punti base lo *spread BTP/Bund *con il rendimento del decennale italiano in flessione di un punto base al 2,15% e quello del Bund tedesco in crescita di 2 pb a quota -0,30%.
Secondo indiscrezioni di stampa non confermate, sembra destinato a slittare, forse all'inizio della prossima settimana, il consiglio dei ministri italiani chiamato ad approvare la "manovra di assestamento".

In forte ribasso *Atlantia *(-4,38%) dopo che ieri, nel giorno della prima colata di cemento per il nuovo ponte di Genova, M5S ha portato sul tavolo di Palazzo Chigi l'ipotesi di una revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia, la controllata di Atlantia. Come noto di recente l'Autorità di regolazione dei trasporti ha rivisto il sistema tariffario ed è stata contestata dall'Aiscat, l'associazione dei concessionari. A complicare il caso il dossier Alitalia e il fatto che la Lega, come noto, vorrebbe un intervento di Atlantia, già socia della compagnia aerea e controllate di importanti scali aeroportuali come quelli di Roma, a sostegno del piano di risanamento della ex compagnia di bandiera.

Recupera invece terreno in chiusura *FCA *(+0,17%) nonostante uno studio di AlixPartners ha affermato che i due colossi europei dell'auto Volkswagen e FCA rischierebbero sanzioni europee da 1,83 miliardi e da 746 milioni di euro rispettivamente in caso di mancato rispetto dei target di emissione UE al 2021. Da segnalare le ipotesi secondo le quali, dopo il "rinnovo" della governance di Nissan, sarebbe previsto un ribilanciamento delle partecipazioni incrociate tra Renault e la stessa casa giapponese con una possibile riduzione del peso delle quote dello Stato francese. Secondo alcuni osservatori un simile scenario potrebbe stimolare il riavvio delle trattative per un'alleanza a tre con FCA.