Piazza Affari in flessione, male i bancari. Scende lo spread. FTSE MIB -0,8%.

Il FTSE MIB segna -0,8%, il FTSE Italia All-Share -0,8%, il FTSE Italia Mid Cap -0,7%, il FTSE Italia STAR -0,3%.

BTP e spread in miglioramento. Il rendimento del decennale segna 1,24% (chiusura precedente a 1,29%), lo spread sul Bund 172 bp (da 175) (dati MTS).

Mercati azionari europei deboli: EURO STOXX 50 -0,4%, FTSE 100 -1,1%, DAX -0,1%, CAC 40 -0,5%, IBEX 35 -1,1%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono in rosso: S&P 500 -0,4%, NASDAQ 100 -0,3%, Dow Jones Industrial -0,5%.

Secondo tre fonti diplomatiche sentite da Reuters gli USA non saranno inseriti nella lista dell'Unione Europea dei paesi sicuri per viaggi non necessari (vacanze o affari). La lista dovrebbe essere pubblicata a breve. I 14 paesi inclusi nella lista in vigore da domani dovrebbero essere Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Sud Corea, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Anche la Cina dovrebbe essere inclusa ma solo a condizione di reciprocità. La lista dovrebbe, secondo le fonti, essere approvato dalla maggioranza qualificata, ovvero 15 paesi su 27 in rappresentanza di almeno il 65% della popolazione della UE. La lista è una raccomandazione ai singoli governi: quasi sicuramente verrà adottata impedendo l'ingresso a persone non provenienti dai 14 Paesi ma i governi potrebbero comunque introdurre restrizioni anche per le persone in arrivo dai Paesi della lista.

Bancari in calo dopo il rally di ieri. L'indice FTSE Italia Banche segna -1,6%, l'EURO STOXX Banks -1,9%. Sotto pressione Mediobanca -3,2% dopo la richiesta di Bluebell Partners di distribuire un dividendo straordinario tramite azioni Generali, o la possibilità per i soci di comprare le azioni a un prezzo predefinito. Negative anche Banco BPM -3,3% e UniCredit -1,8%. Cede alle vendite anche Banca MPS (asta di volatilità -2,5%) dopo che il cda ieri ha approvato la scissione parziale di oltre 8 miliardi di euro di crediti deteriorati a favore di AMCO (Asset Management Company, controllata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze). Ad AMCO andranno anche un bridge loan erogato a MPS da JP Morgan e UBS pari 3.179 milioni di euro e patrimonio netto per un importo pari a 1.087 milioni. L'operazione permette a MPS di realizzare "un rilevante piano di de-risking ben oltre i target definiti nel 2017 da DGComp, quale attività propedeutica a nuove opzioni strategiche". Si tratta in altre parole del passaggio determinante per portare a termine l'operazione di uscita dall'azionariato del MEF (ha il 68%): una volta alleggerita dagli NPL Banca MPS potrà infatti essere messa sul mercato con un buon appeal speculativo. Il closing dell'operazione decisa ieri è previsto entro il 15 novembre 2020 con efficacia a decorrere dal 1° dicembre 2020.

Performance negativa per Telecom Italia -2,6%: l'integrazione delle reti con Open Fiber sembra più lontana dopo gli ultimi eventi. Alla fine della scorsa settimana l'a.d. di Open Fiber, Elisabetta Ripa, ha dichiarato al Messaggero che una integrazione della rete con quella di Telecom bloccherebbe il piano di investimenti di OF. Per Ripa bisognerebbe iniziare a parlare dello spegnimento della rete in rame (infrastruttura di proprietà di Telecom). Inoltre secondo quanto riferito nelle ultime ore a Business Insider Italia da due fonti, OF ha chiesto all'ex monopolista telefonico 1,5 miliardi di euro di danni per un supposto abuso di posizione dominante. Secondo una delle fonti la causa sarebbe partita a marzo dopo che l'antitrust ha comminato a Telecom una sanzione da 116 milioni per aver abusato della sua posizione nel mercato della banda larga nel tentativo di ostacolare l'ingresso dei concorrenti. L'altra fonte (vicina a Telecom) ha bollato la causa di OF come ridicola, aggiungendo che il gruppo telefonico sta approntando una rappresaglia legale per concorrenza sleale con richiesta danni uguale o addirittura superiore a quella di OF. Ricordiamo che OF è controllata pariteticamente da Enel e Cdp: quest'ultima è anche azionista di Telecom con il 5,03% (dati Consob).

Petroliferi in flessione nonostante la tenuta del prezzo del greggio sui massimi da mercoledì scorso. Il future settembre sul Brent segna 41,15 $/barile, il future agosto sul WTI segna 39,00 $/barile. Il colosso Royal Dutch Shell -3,6% ha però annunciato che contabilizzerà nel secondo trimestre svalutazioni su asset pari a 15-22 miliardi di dollari a causa del calo della domanda di petrolio e gas e dell'indebolimento delle prospettive del prezzo dell'energia indotti dall'emergenza coronavirus. In precedenza BP -2,2% aveva annunciato svalutazioni per 17,5 miliardi di dollari. A Milano Eni -1,8%, Tenaris -2,0%, Saipem -1,6%.

Buona performance per STM +1,6% in scia a Micron Technology (+1,35% ieri al NASDAQ). Il titolo del gruppo americano specializzato nei chip di memoria guadagna il 5,2% nel pre-market grazie a risultati trimestrali e guidance migliori delle attese. Indicazioni positive anche da Xilinx (+5,3% nel pre-market) che ha migliorato le stime sui ricavi del trimestre che si è chiuso il 27 giugno.

Utility in buona forma: i titoli del comparto fanno valere le loro doti difensive in una seduta dove prevalgono le vendite sull'azionario e gli acquisti sull'obbligazionario, con conseguente discesa di rendimenti e spread (altro elemento a favore del settore). L'indice EURO STOXX Utilities segna +0,9%, il FTSE Italia Servizi Pubblici +0,2%. A Milano Snam +1,4%, Terna +0,9%, A2A +0,6%, Italgas +0,3%, Enel +0,1%.

Positiva FCA +0,4% che sta collocando un'obbligazione di tipo senior unsecured in tre tranche (scadenze 2023, 2026 e 2028) di importo benchmark (fino a 1 miliardo) in euro. Ifr, servizio di Refinitiv, riferisce che a fine mattinata gli ordini complessivi avevano superato i 5 miliardi di euro.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 15:45 indice PMI Chicago (manifatturiero), alle 16:00 indice fiducia consumatori (Conference Board), alle 18:30 audizione di Powell (Fed) e Mnuchin (Tesoro) alla Camera, alle 22:30 scorte settimanali petrolio (API).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)