Piazza Affari in forte calo, Trump manda in rosso i mercati. FTSE MIB -1,29%.

*Il FTSE MIB segna -1,29%, il FTSE Italia All-Share -1,18%, il FTSE Italia Mid Cap -0,49%, il FTSE Italia STAR -0,59%.

Borse in crisi dopo che il presidente USA Donald Trump* ha annunciato che dal 10 giugno verrà imposto un dazio del 5% su ogni prodotto importato dal Messico: il dazio rimarrà in vigore (e anzi aumenterà gradualmente) fino a quando non cesserà il flusso di migranti irregolari verso gli States.

BTP debole ma in recupero dai minimi di fine mattinata. Il decennale rende il 2,68% contro il 2,64% della chiusura di ieri e il massimo odierno a 2,74%, lo spread sul Bund segna 287 bp (da 280, massimo odierno a 294) (dati MTS).

*Mercati azionari europei in netto calo: *Euro Stoxx 50 -1,4%, FTSE 100 -0,9%, DAX -1,7%, CAC 40 -1,3%, IBEX 35 -1,7%.

*Pochi minuti prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici USA sono in decisa flessione: S&P 500 -1,1%, Nasdaq 100 -1,3%, Dow Jones Industrial -1,0%.

FCA (-4,8% a 11,43 euro)* accelera al ribasso e tocca *a fine mattinata *a 11,2220 euro il minimo da agosto 2017, per poi ridurre le perdite: l'agenzia francese Afp ha riferito che il cda di Renault (-4,7% a Parigi) si riunirà martedì 4 giugno per discutere sul progetto di fusione proposto da FCA. Sul titolo pesano anche le notizie relative alla vendita di 250mila azioni da parte del CEO Mike Manley, ai nuovi dazi contro il Messico annunciati dal presidente USA Trump (FCA ha 7 impianti produttivi nel Paese) e alle indiscrezioni di Les Echos. Secondo il quotidiano francese alcuni amministratori di Renault non sono soddisfatti delle condizioni finanziarie dell'offerta di fusione avanzata dal Lingotto e vorrebbero modificarle: FCA avrebbe respinto la richiesta. Il quotidiano giapponese Nikkei scrive che il CEO di Nissan, Hiroto Saikawa, intende incontrare il presidente di FCA John Elkann per approfondire il dossier. Nissan e la controllata Mitsubishi sono partner di Renault e lo Stato francese, azionista di Renault con il 15%, ha fatto sapere che per la fusione occorre il consenso degli alleati giapponesi.