Piazza Affari in forte ribasso, lo spread torna sotto pressione. FTSE MIB -1,52%.

*Il FTSE MIB segna -1,52%, il FTSE Italia All-Share -1,50%, il FTSE Italia Mid Cap -1,39%, il FTSE Italia STAR -1,74%.

BTP in netta flessione, balza lo spread.* Il rendimento del decennale segna 0,99% (chiusura precedente a 0,86%), lo spread sul Bund segna 152 bp (da 139) (dati MTS).

Mercati azionari europei in forte ribasso: Euro Stoxx 50 -1,4%, FTSE 100 -2,3%, DAX -1,5%, CAC 40 -1,8%, IBEX 35 -1,4%.

Pochi minuti prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici USA sono in rosso: S&P 500 -0,5%, Nasdaq 100 -0,5%, Dow Jones Industrial -0,5%.

Telecom Italia -3,3% in ampio ribasso, sottoperforma nettamente l'indice di settore europeo EURO STOXX Telecommunications (-0,7%). MF scrive che potrebbe essere Massimo Tononi, attuale presidente di Cdp (terzo azionista di Telecom con il 5% e co-controllante di Open Fiber), il successore di Fulvio Conti alla presidenza dell'operatore telefonico. Francesco Profumo (presidente ACRI) potrebbe a sua volta rimpiazzare Tononi in Cdp.

I titoli industriali si confermano in difficoltà dopo il pessimo dato ISM sul settore manifatturiero USA di ieri pomeriggio: l'indice è sceso a 47,8 punti dai 49,1 di agosto, ben al di sotto delle attese degli analisti fissate a 50,4. L'ISM si mantiene quindi per il secondo mese consecutivo (non accadeva da inizio 2016) sotto la soglia dei 50 punti (delimita il confine tra espansione e contrazione del settore). A Milano Pirelli -3,0%, Prysmian -1,7%, Carel Industries -2,7%, Maire Tecnimont -2,8%, De'Longhi -2,5%.

Bancari in rosso: il FTSE Italia Banche segna -1,2%. Male le big UniCredit -2,2% e Intesa Sanpaolo -1,4%.* In controtendenza Banco BPM (+2,1%) e UBI Banca (+0,3%)*, dopo che già ieri erano stati tra i pochi bancari a resistere alla brusca inversione giunta dopo le 16 in scia al pessimo dato ISM manifatturiero americano. I due titoli (che in precedenza avevano sfiorato il +4%) hanno tratto beneficio dalle parole di Giuseppe Castagna (a.d. di BPM): a margine di un convegno il manager ha dichiarato che una fusione tra i due istituti avrebbe senso. Alla fine della scorsa settimana un report di Morgan Stanley indicava come interessante una eventuale integrazione: si creerebbero le condizioni per una riduzione dei costi del 30%. Castagna ha anche accennato al processo di riduzione dei crediti deteriorati (il grosso è stato fatto negli ultimi 2 anni, non serviranno altre operazioni straordinarie) e al nuovo piano industriale (verrà realizzato entro fine anno e presentato in seguito).