Recordati -3,5% in forte ribasso. Oddo Securities ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a neutral.

Prosegue la correzione fisiologica di Azimut Holding (asta di volatilità, teorico -5,0%) dopo il forte progresso messo a segno a partire dai minimi di fine 2018 e in scia alla pubblicazione giovedì scorso dei risultati del primo trimestre 2019, in netto rialzo e superiori alle attese. I ricavi consolidati sono pari a 247,5 milioni di euro (in forte progresso rispetto a 182,3 milioni nel 1Q18 e meglio del consensus Bloomberg pari a 240,6), l'EBIT balza a 101,2 milioni (da 38,8 milioni, consensus 93,9), l'utile netto sale del 244% a/a a 90,9 milioni (da 26,4 milioni, consensus 85,3). La reazione del titolo dopo risultati eccellenti potrebbe sembrare illogica ma è bene ricordare che il titolo è reduce da un rally che da fine gennaio ha determinato un progresso di oltre l'80%: appare quindi fisiologico che siano scattate le prese di profitto.

Automobilistici in flessione: l'indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna -2,9%. A Milano Pirelli&C -3,0%, Ferrari -1,3%, FCA -2,0%, Brembo -5,0%, Sogefi -4,2%. Sul comparto pesa il rischio dell'introduzione di dazi da parte degli USA. Lo scorso 17 febbraio il presidente Trump ha ricevuto un rapporto (Section 232 national security report) sulle investigazioni relative possibili effetti negativi sull'economia a stelle e strisce derivanti da importazioni di auto dall'estero. Il contenuto nel rapporto non è pubblico quindi non ci sono indicazioni ufficiali: secondo alcuni osservatori il rapporto contiene una raccomandazione a istituire dazi su auto prodotte in Europa e Giappone. Trump ha 90 giorni di tempo per decidere se intervenire in base alle indicazioni del rapporto. Reuters riferisce che i produttori prevedono che Trump prenderà tempo per dare modo ai negoziatori di trovare un'intesa. Si tratta comunque di un fattore di rischio che incombe sul settore auto europeo.