Piazza Affari in netto calo: UniCredit, Pirelli e Tenaris sotto pressione. FTSE MIB -1,3%.

Il FTSE MIB segna -1,3%, il FTSE Italia All-Share -1,3%, il FTSE Italia Mid Cap -0,6%, il FTSE Italia STAR -0,6%.

BTP e spread in lieve miglioramento. Il rendimento del decennale segna 1,01% (chiusura precedente a 1,03%), lo spread sul Bund 154 bp (da 155) (dati MTS).

Mercati azionari europei deboli: EURO STOXX 50 -0,6%, FTSE 100 -1,4%, DAX -0,2%, CAC 40 -0,7%, IBEX 35 -1,0%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono in verde: S&P 500 +0,0%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial +0,1%.

UniCredit -4,3% incrementa le perdite: secondo indiscrezioni di stampa odierne il Tesoro, che controlla Banca MPS +2,9% con il 68% circa, vorrebbe accelerare nella definizione del percorso di uscita dall'azionariato, coerentemente con gli impegni assunti con le autorità europee in occasione degli ultimi aumenti di capitale. Sembra che il partner preferito dal Tesoro per Rocca Salimbeni sia proprio UniCredit. Quest'ultima ha chiuso il primo semestre con una perdita di 2,286 miliardi di euro, ma il secondo trimestre ha evidenziato un utile di 420 milioni, superiore alle attese degli analisti (media 336 milioni, mediana 312 milioni, in base ai dati raccolti dal gruppo). Confermata la guidance 2020 con utile netto sottostante a 3,0-3,5 miliardi di euro e RoTE sottostante tra il 6 e 7 per cento. Durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati l'a.d. Jean Pierre Mustier, rispondendo a una domanda su una sua eventuale uscita, ha dichiarato di essere al lavoro sul piano Team 2023 e che sull'argomento non c'è altro da aggiungere.

Pirelli -4,0% a 3,5450 euro. Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione hold sul titolo ma riduce il target da 4,20 a 3,70 euro. Ieri dopo la chiusura del mercato il gruppo ha comunicato i risultati del primo semestre: ricavi -31,6% a/a e risultato netto in perdita per 101,7 milioni di euro da un utile di 307 milioni nel sem1 2019. Il gruppo ha rivisto al ribasso gli obiettivi 2020: ricavi attesi a circa 4,15-4,25 miliardi di euro (da 4,3-4,4 miliardi la precedente indicazione), margine EBIT adjusted atteso a circa 12% -13% (da circa 14% -15%), generazione di cassa attesa a circa 190-220 milioni di euro (da circa 230-260).

Seduta difficile per Tenaris -3,8% che ha archiviato il secondo trimestre del 2020 con ricavi in calo del 35% a/a a 1,241 miliardi di dollari (consensus Bloomberg 1,132), EBITDA in calo dell'84% a/a a 59 milioni (96), risultato netto dei soci a -48 milioni da +240 del trim2 del 2019 (-48). Risultati in forte calo quindi, ma complessivamente in linea con le attese. Le notizie peggiori arrivano però dalle indicazioni del gruppo italoargentino sulla situazione del mercato e le prospettive. Nonostante che il punto di minimo dell'attività economica e di consumo di petrolio sia stato toccato ad aprile, le scorte di greggio e la capacità produttiva impiegheranno molto tempo per tornare su livelli pre-pandemici. In questo contesto non ci si attende che gli investimenti nel settore oil&gas recuperino nel breve. Tenaris ritiene che la domanda scenda ulteriormente nel secondo semestre dopo il forte calo del secondo trimestre, con ricavi oltremodo penalizzati dalla riduzione dei prezzi di vendita. Per il terzo trimestre il management prevede un ulteriore calo di vendite e margini, con miglioramento atteso nel quarto: il margine EBITDA del trim3 potrebbe scendere vicino a livello "low single digit" (cifra singola bassa, da 4,7% nel trim2 e 15,9% nel trim1), escludendo oneri di ristrutturazione (quindi con il rischio di un valore ancora più basso).

Atlantia -2,4% perde terreno. Il Sole 24 Ore scrive che oggi si terrà un incontro interlocutorio con CDP. Due giorni fa dal cda della holding dei Benetton è emerso che le trattative con il Governo sull'ingresso di un soggetto a partecipazione statale (CDP) nel capitale di Autostrade per l'Italia si sono arenate. Il cda ha quindi deliberato la possibilità di procedere alla vendita dell'88% di AspI tramite un canonico processo competitivo internazionale gestito da advisor indipendenti "al quale potrà partecipare CDP congiuntamente ad altri Investitori Istituzionali di suo gradimento" oppure alla scissione parziale e proporzionale di AspI e quotazione in borsa. Il cda tornerà a riunirsi il 3 settembre per esaminare e approvare il progetto di scissione. In mattinata Edizione S.r.l., che controlla Atlantia con il 30,3% circa, ha comunicato "di condividere le operazioni proposte e che la quota in ASPI attribuibile ad Edizione dopo l'eventuale scissione non sarà considerata strategica e quindi verrà posta in vendita a condizioni di mercato entro 18 mesi dall'eventuale data di efficacia della scissione e quotazione in borsa di ASPI".

Buona performance per BPER Banca +2,3% che chiude il secondo trimestre del 2020 con utile netto a 98,6 milioni di euro, in netta crescita rispetto a 6,1 milioni del primo trimestre. Per il 2021 il gruppo prevede un utile netto a circa 235 milioni di euro, che salgono a circa 375 includendo l'acquisizione di 532 sportelli da Intesa Sanpaolo +0,9% a seguito del successo dell'OPAS su UBI Banca +0,4%.

Credito Valtellinese, +4,0% a 6,68 euro, positiva ma ben al di sotto dei massimi da inizio marzo toccati in mattinata (7,1490) dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre 2020. Il risultato netto di periodo si attesta a 41,0 milioni di euro, in netto rialzo rispetto ai 23,5 milioni dello stesso periodo del 2019. Secondo Equita i dati sono nettamente migliori delle attese: confermata la raccomandazione buy. Secondo il management, nonostante le incertezze causate dall'emergenza Covid, le linee guida strategiche e le azioni previste dal Piano 2019-2023 risultano attuali.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)