Piazza Affari in ottima forma: molto bene Saipem, UniCredit e Amplifon. Webuild in difficoltà. FTSE MIB +2,4%.

Il FTSE MIB segna +2,4%, il FTSE Italia All-Share +2,3%, il FTSE Italia Mid Cap +1,6%, il FTSE Italia STAR +1,7%.

BTP e spread in leggero miglioramento. Il rendimento del decennale segna 0,88% (chiusura precedente a 0,90%), lo spread sul Bund 139 bp (da 140) (dati MTS).

Mercati azionari europei in forte rialzo: EURO STOXX 50 +2,7%, FTSE 100 +1,8%, DAX +3,1%, CAC 40 +2,5%, IBEX 35 +2,1%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono tonici: S&P 500 +1,5%, NASDAQ 100 +1,9%, Dow Jones Industrial +1,4%.

Ottimo avvio di settimana per i bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna +3,1%. L'indice EURO STOXX Banks sale del 3,5% in scia a HSBC +9,2%, Deutsche Bank +5,1%, Commerzbank +4,3%. In evidenza a Milano UniCredit +5,1%: restano attive le indiscrezioni sul consolidamento del settore bancario in Italia. Secondo altri rumor la joint venture assicurativa paritetica con Aviva +4,7% potrebbe essere presto ceduta a 600 milioni di euro circa: il lizza sembra ci siano Allianz +3,0%, Unipol +2,7%, Generali +3,8% e alcuni private equity (Cinven, Blackstone).

Bene i petroliferi, il greggio è in recupero dai minimi di inizio mattinata. Il future dicembre sul Brent segna 42,75 $/barile (da 41,95), il future novembre sul il WTI segna 40,60 $/barile (da 39,78). Eni +2,4%, Saipem +6,0%, Tenaris +3,3%. Su Saipem si segnala l'intervista dell'a.d. Stefano Cao ad Affari&Finanza di Repubblica. Il manager ha ribadito che il processo di transizione energetica degli ultimi anni ha profondamente modificato il business del gruppo controllato da Eni e Cdp (quindi in sostanza dal Tesoro). Oggi solo il 27% delle commesse di Saipem sono legate al petrolio e il 90% dei nuovi ordini acquisiti nel primo semestre riguardano il settore non-oil. Ma non c'è solo l'energia nel futuro di Saipem: un ruolo importante potrebbe essere coperto dall'attività di realizzazione di infrastrutture. Cao ha rivelato anche l'esistenza di un progetto per l'attraversamento dello Stretto di Messina con un tunnel galleggiante sommerso.

Amplifon +5,5% fa segnare a 30,67 euro il nuovo record storico, superando il precedente a 30,51 toccato il 17 settembre. Il titolo approfitta della decisione della concorrente Sonova (+13,1% alla borsa svizzera) di migliorare le previsioni su ricavi ed EBITA dell'esercizio 2020-2021.

Buone performance per gli industriali: CNH Industrial +3,9%, Buzzi Unicem +4,1%, Interpump +2,6%, STM +2,4%. Il settore è probabilmente sostenuto dalla forza del dollaro: tra venerdì e questa notte ha toccato i massimi contro euro dal 24 luglio. Su CNH si segnalano le dimissioni dal cda del consigliere indipendente Nelda J. Connors.

Bene anche FCA +3,9%. Equita conferma la raccomandazione buy sul titolo. Il Lingotto e PSA avrebbero proposto alcune concessioni per superare i timori dell'antitrust UE sul progetto di fusione. Secondo indiscrezioni PSA potrebbe concedere a Toyota una maggiore quota di capacità produttiva nella joint venture nei monovolume.

Titoli del risparmio gestito in buona forma, approfittano del rally delle borse. Azimut +3,8%, Banca Generali +3,4%, Poste Italiane +1,9%, Banca Mediolanum +1,8%, FinecoBank +1,7%, Anima Holding +2,0%.

Atlantia +0,7% sottotono. Secondo indiscrezioni di stampa il governo sembra intenzionato ad avviare la procedura di revoca della concessione della controllata Autostrade per l'Italia se entro il 30 settembre non dovesse arrivare una risposta sull'ingresso di Cdp in AspI. Atlantia ha avviato il processo di scissione o vendita della controllata senza prevedere una corsia preferenziale per Cdp. Sempre secondo i rumor giovedì 1° ottobre potrebbe tenersi un cdm per prendere una decisione.

Webuild (la ex Salini Impregilo) -4,9% scivola sui minimi da marzo dopo che un lodo arbitrale dall'International Chamber of Commerce (ICC) ha stabilito che il consorzio GUPC (di cui fa parte il gruppo) dovrà restituire Autoridad del Canal de Panama circa 210 dei 227 milioni di euro pagati a GUPC su precedente decisione del Dispute Adjudication Board. Secondo Equita la quota Webuild da restituire ammonta a circa 80 milioni di euro ma il gruppo, si legge nel comunicato, aveva prudenzialmente allocato "le risorse finanziarie per far fronte alla restituzione delle somme previste". In sostanza l'effetto sui conti di Webuild dovrebbe essere trascurabile ma gli analisti del broker fanno notare che la notizia riporta in primo piano il contenzioso: quest'ultimo si conferma fonte di rischi e volatilità.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 15:45 audizione Lagarde (BCE) al Parlamento Europeo. Negli USA alle 16:30 indice Dallas Fed (manifatturiero).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)