Piazza Affari in parità e peggiore in Europa, attende notizie su trattativa governo. FTSE MIB +0,06%.

Il FTSE MIB segna +0,06%, il FTSE Italia All-Share +0,05%, il FTSE Italia Mid Cap +0,13%, il FTSE Italia STAR +0,04%. Azionario e obbligazionario italiani ancora condizionati dalle trattative politiche: sembra che il contratto di governo tra Lega e M5S possa essere chiuso entro oggi, mentre si negozia ancora sul nome del premier. Reagisce bene lo spread BTP-Bund che dopo aver sfiorato a fine mattinata quota 159 bp ora storna a 152.

*Mercati azionari europei positivi: *Euro Stoxx 50 +0,5%, FTSE 100 +0,3%, DAX +0,6%, CAC 40 +0,5%, IBEX 35 +0,7%.

Pochi minuti prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici USA sono in leggera flessione: S&P 500 -0,1%, NASDAQ 100 -0,4%, Dow Jones Industrial invariato.

Bancari italiani in netta flessione: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,6% contro il -0,3% dell'EURO STOXX Banks. Il settore è sotto pressione a causa delle incertezze a livello politico. In deciso calo UBI Banca (-3,9%), Mediobanca (-2,2%), UniCredit (-1,9%), Intesa Sanpaolo (-1,2%). Banca MPS è in asta di volatilità con un teorico -11% circa.

Mediaset (-1,5%) perde ulteriore terreno dopo il -5,28% di ieri, penalizzata dalle incertezze politiche. Ricordiamo infatti che nella conference call di presentazione dei risultati del primo trimestre 2018 il management ha affermato che le prospettive della raccolta pubblicitaria in Italia per i prossimi mesi sono molto nebulose a causa dell'incertezza politica e del rischio di nuove elezioni in estate o autunno.

Saras (-3,8% a 1,9340 euro) in flessione: Barclays incrementa il target da 1,60 a 1,70 euro ma conferma la raccomandazione underweight. Lunedì il gruppo della famiglia Moratti ha pubblicato i risultati del primo trimestre 2018: i ricavi sono saliti nettamente a 2.419 milioni di euro (da 1.897 milioni nel primo trimestre 2017), a causa dell'aumento delle quotazioni petrolifere medie. In forte calo invece l'utile netto reported pari a 23 milioni (da 92 milioni) e l'utile netto comparable pari a 9 milioni (da 53 milioni). L'a.d. Dario Scaffardi ha dichiarato che l'ipotesi di un nuovo embargo verso l'Iran è fonte di preoccupazione: il paese mediorientale è uno dei principali fornitori di greggio di Saras.