Piazza Affari in pesante flessione: PIL USA e Germania a picco. FTSE MIB -3,28%.

Mercati azionari europei in forte ribasso. Wall Street limita le perdite: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,8%, NASDAQ Composite -0,3%, Dow Jones Industrial -1,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -3,28%, il FTSE Italia All-Share a -3,02%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,04%, il FTSE Italia STAR a -0,71%. Mercati azionari affossati dal crollo del PIL di USA (peggior dato dall'inizio delle rilevazioni governative nel 1947) e Germania (peggior dato dal 1970) nel secondo trimestre.

*BTP e spread in miglioramento. *Il rendimento del decennale segna 0,97% (chiusura precedente a 1,01%), lo spread sul Bund 149 bp (da 150) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: PIL trim2 -32,9% t/t (1a stima) da -5% (atteso -34,1%) (dati annualizzati); richieste settimanali sussidi disoccupazione 1,434 milioni da 1,422 milioni prec. R (atteso 1,450 milioni). Nell'eurozona: tasso di disoccupazione giugno a 7,8% da +7,7% (atteso +7,7%). In Germania: stima preliminare PIL trim2 -10,1% t/t da -2,2% (atteso -9%); variazione n° disoccupati luglio -18.000 unità da +68.000 unità R (atteso +43.000 unità); inflazione preliminare luglio -0,5% m/m da +0,6% (atteso -0,2%). In Italia: tasso di disoccupazione giugno 8,8% da 8,3% R (atteso 8,6%).

Petroliferi in forte calo penalizzati anche dall'accelerazione ribassista del greggio a inizio pomeriggio, con prezzi scesi a ridosso dei minimi di metà mese: i future settembre segnano per il Brent 42,55 $/barile, per il WTI 39,95 $/barile. Sotto pressione soprattutto Eni -7,04% su cui grava la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre (negativi ma migliori del consensus) e della revisione del piano industriale per il 2020 e 2021. L'elemento più penalizzate è stato però la netta sforbiciata del dividendo a valere sull'esercizio 2020, dagli 0,89 euro annunciati a inizio anno a un "valore base fissato ora a 0,36 euro per azione, commisurato ad una media annua del Brent pari ad almeno 45 $/barile, ed una componente variabile crescente al crescere del prezzo Brent". Il taglio del dividendo era ampiamente atteso ma meno corposo rispetto a quello indicato dal management. Pesante flessione anche per Saipem -6,55% dopo il -9,86% subìto ieri a causa di un secondo trimestre 2020 chiuso con risultati in netto calo (sia su base annua che sequenziale) e ben al di sotto delle attese. Meno vistoso il calo di Tenaris -1,86%.

Bancari in forte ribasso: l'indice FTSE Italia Banche segna -3,89%, l'EURO STOXX Banks -5,0%. Vendite consistenti su Banco BPM -5,34%, UniCredit -4,94%, UBI Banca -4,49%.

Mediobanca -2,71% accelera al ribasso dopo la pubblicazione dei dati dell'esercizio 2019-2020 chiuso al 30 giugno scorso. L'utile netto è sceso a 600,0 milioni di euro, -27% rispetto agli 823 milioni dell'esercizio precedente.

Generali -5,11%, principale asset di Piazzetta Cuccia, nel primo semestre ha registrato un calo degli utili del 56,7% a/a a 774 milioni di euro. Male anche Unipol -5,73%.

Ribassi consistenti per i titoli di gruppi attivi nel settore del risparmio gestito, come di consueto particolarmente sensibili all'andamento dei mercati azionari. Banca Generali -5,39%, Banca Mediolanum -3,73%, FinecoBank -4,06%, Poste Italiane -3,43%, Anima -5,57%.

Male anche Enel -2,98% nonostante un buon avvio in scia alla pubblicazione di dati del primo semestre in calo ma migliori delle attese a livello di margini operativi. I ricavi si sono attestati a 33.375 milioni di euro (40.967 milioni di euro nel primo semestre 2019, -18,5%), il risultato netto del gruppo a 1.947 milioni di euro (2.215 milioni di euro nel primo semestre 2019, -12,1%), l'utile netto ordinario del gruppo a 2.405 milioni di euro (2.277 milioni di euro nel primo semestre 2019, +5,6%). Rivista al ribasso la guidance 2020: EBITDA ordinario a circa 18 miliardi di euro (da 18,6), risultato netto ordinario a 5,0-5,2 miliardi (da 5,4), indebitamento finanziario netto a 48-49 miliardi (da 46,8).

*WeBuild -9,29% *in forte flessione dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre: ricavi in calo a 2.213,1 milioni di euro rispetto ai 2.709,9 milioni del sem1 2019; EBITDA pari a 110,9 milioni ( da 238,6 milioni); EBIT pari a 35,3 milioni (da 137,8 milioni). Risultato netto attribuibile ai soci della controllante adjusted -48,3 milioni (da +63,3 milioni). Il portafoglio ordini scende a 33,9 miliardi di euro da 36,2 a fine 2019. Peggiorata la guidance 2020 per il Book to bill medio pari ad una volta i ricavi dell'anno (1x) da 1,1x indicato a marzo in occasione della pubblicazione dei dati di bilancio 2019 (quindi ancora in fase pre-Covid).

Brembo -4,53% accelera al ribasso e tocca i minimi da fine maggio. Ieri il gruppo leader mondiale negli impianti frenanti ha comunicato che che nel primo semestre i ricavi sono scesi a 951,1 milioni di euro (-28,2%) e l'utile netto a 20,0 milioni (margine sui ricavi al 2,1%) da 123,3 nel sem1 2019 (margine al 9,3%).

*Ottima performance per De' Longhi +5,95% *che sale in netta controtendenza con il mercato e tocca i massimi da ottobre 2018. Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con ricavi a 503,3 milioni di euro, +7,3% a/a (+8,2% a livello normalizzato e +8,5% a livello organico), adjusted Ebitda a 69,6 milioni, pari al 13,8% dei ricavi (14,5% in termini normalizzati), in miglioramento dal 13,1% del 2019, utile netto a 32,1 milioni (31,4 milioni nel trim2 2019). Per l'esercizio 2020 il management prevede "crescita organica delle vendite mid single digit (intorno al 5%, ndr), con un Ebitda adjusted in valore in miglioramento rispetto al 2019". La guidance è migliore delle attese del mercato dato che l'attuale consensus prevede ricavi 2020 a +1% circa.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)