Piazza Affari in rosso ma migliore in Europa, spread tocca massimi da fine 2018 poi scende. FTSE MIB -1,27%.

Mercati azionari europei in decisa flessione. Wall Street in forte ribasso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -5,8%, NASDAQ Composite -4,6%, Dow Jones Industrial -6,7%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,27%, il FTSE Italia All-Share a -1,17%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,41%, il FTSE Italia STAR a -1,52%. Il petrolio ha toccato i minimi dal 2002-2003. Secondo Reuters il governo statunitense si prepara a chiedere al Congresso un pacchetto da 500 miliardi di dollari (in due tranche, il 6 aprile e il 18 maggio) in pagamenti diretti ai cittadini per contrastare l'emergenza del coronavirus più 50 miliardi rivolti al settore aereo. In precedenza altri rumor riferivano di misure totali per circa 1000 miliardi, comprendendo anche 250 miliardi per le PMI.

BTP e spread deboli ma in forte recupero dai livelli di inizio mattinata. Il rendimento del decennale segna 2,48% (chiusura precedente a 2,32%, massimo della mattinata a 3,05%), lo spread sul Bund 271 bp (da 277, massimo a 330, livello più alto da fine 2018) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: nuovi cantieri residenziali febbraio a 1599 mila da 1624 mila (attesi 1500 mila), licenze edilizie a 1464 mila da 1550 mila (attesi 1500 mila); scorte di petrolio settimanali EIA a +1,954 mln di barili da +7,664 mln precedenti (attesi +3,256 mln). Nell'eurozona: inflazione febbraio +1,2% a/a da +1,2% a/a (atteso +1,2%); bilancia commerciale febbraio a +17,3 mld di euro da +22,2 mld (atteso +19,3 mld). In Italia: fatturato dell'industria +5,3% m/m e +3,8% a/a, ordini all'industria +1,2% m/m e -1,8% a/a.

*Exor -12,79% *in netto calo. Le principali controllate della holding di casa Agnelli fanno segnare ribassi consistenti, soprattutto FCA -10,85% e CNH Industrial -13,30%, mentre recuperano Ferrari +1,07% e Juventus FC +0,86%. FCA durante la seduta ha toccato a 6,00 euro i minimi da novembre 2016. Gianluca Ficco, segretario nazionale del sindacato dei metalmeccanici UILM, ha dichiarato che la casa automobilistica ha fermato la produzione presso lo stabilimento di Atessa in Abruzzo a causa dell'interruzione delle forniture di componenti. Un portavoce di FCA ha confermato e indicato lunedì prossimo come data per la ripresa. Il gruppo aveva riattivato la produzione ad Atessa appena ieri. Il titolo FCA è sotto pressione da inizio settimana a causa delle voci sul probabile rinvio dell'integrazione con PSA (attualmente fissata per fine 2020) a causa dell'emergenza coronavirus. Inoltre i dati ACEA sulle immatricolazioni di auto nell'Unione Europea a febbraio segnano un -7,4% a/a (-7,0% per FCA). Si segnala infine che GM, Ford e FCA hanno raggiunto ieri un accordo con il sindacato americano United Auto Workers per ridurre la produzione negli stabilimenti statunitensi e limitare il numero di lavoratori presenti contemporaneamente nelle fabbriche.

Netto calo anche per Nexi -8,40% a 8,8680 euro: Equita ha confermato la raccomandazione hold sul titolo ma ha ridotto il target a 13 euro. Gli analisti stimano che la crescita organica dei ricavi del gruppo nel 2020 si attesterà al 4%, ben al di sotto del +7% della guidance pre-coronavirus

*Vendite diffuse sugli industriali: Leonardo -9,56%, STM -13,77%, Carel Industries -11,21%.

In controtendenza e molto volatile Prysmian, +2,91%* a 16,25 euro, che parte in rosso, poi accelera fino a +10% circa e quindi riduce i guadagni. Due giorni fa il gruppo leader nella produzione di cavi per l'energia ha comunicato che tutti gli uffici e stabilimenti nel mondo sono operativi, compresi quelli siti in Lombardia. Tutte le iniziative volte a prevenire e minimizzare gli effetti della diffusione del coronavirus (smart working, misure igieniche e di sanificazione degli ambienti di lavoro) si sono dimostrate efficaci finora, si legge nel comunicato del 16 marzo. Ieri Prysmian ha toccato a 13,0950 euro il minimo da ottobre 2014.

Bancari in deciso ribasso: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,69%, l'EURO STOXX Banks -4,4%. A Milano Mediobanca -5,80%, UBI Banca -3,16% e Intesa Sanpaolo -2,95% sotto pressione.

Telecom Italia +9,94% estende il rimbalzo di ieri (+11,27%) in sintonia con il settore europeo (indice EURO STOXX Telecommunications +0,6%, ieri +11,2% circa). I titoli del comparto approfittano della forte crescita del traffico sulla linea fissa, probabile effetto dell'emergenza coronavirus e del conseguente incremento dello smart working. E' verosimile ritenere che questa tendenza si sia consolidata o addirittura incrementata negli ultimi giorni e che questi sviluppi vengano confermati anche nell'immediato futuro.

Campari, +10,66% a 6,1250 euro, accelera al rialzo e completa il testa e spalle rialzista in formazione dal massimo del 13 marzo, chiaramente visibile sui grafici orari. Il titolo potrebbe colmare il gap ribassista lasciato il 12/3 a 6,62 euro, per poi eventualmente proseguire verso quota 7, obiettivo ideale del T&S. Discese confermate in chiusura di seduta sotto 5,95 negherebbero il pattern, anticipando approfondimenti verso 5,30/5,35 e 5,04.

OVS, +12,61% a 0,8080 euro, rimbalza dopo aver toccato lunedì il nuovo minimo storico a 0,5990 euro. OVS è uno dei gruppi più colpiti dalla crisi del coronavirus in quanto opera tramite una rete di grandi punti vendita posizionati anche all'interno di centri commerciali: il titolo è arrivato a cedere circa il 70% dai massimi di febbraio.

*Salini Impregilo, +8,67% *a 0,8025 euro, rimbalza dai minimi storici a 0,65 euro, reagendo al forte ipervenduto presente sui principali oscillatori grafici. Movimenti fino a quota 1 serviranno a stemperare la condizione di eccesso negativa ma solo oltre questo riferimento sarà possibile assistere a un miglioramento verso 1,20 circa, ex supporto definito dai minimi di fine 2018.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)