Piazza Affari inverte la rotta e scivola in rosso nel finale. Petroliferi e industriali sotto pressione, sale UBI. FTSE MIB -0,71%.

Mercati azionari europei negativi. Wall Street in lieve rialzo: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,1%, NASDAQ Composite +0,8%, Dow Jones Industrial -0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,71% (performance settimanale; -4,90%), il FTSE Italia All-Share a -0,55%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,51%, il FTSE Italia STAR a +0,64%.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 1,01% (chiusura precedente a 0,98%), lo spread sul Bund 154 bp (da 152) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: indice PMI Chicago luglio a 51,9 punti da 36,6 (atteso 43,9 punti); indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) luglio a 72,5 punti da 73,2 (atteso 73); spese personali giugno +5,6% m/m da +8,5% R (atteso +5,3%); inflazione PCE Core giugno+0,2% m/m da+0,2%R (atteso +0,2%). In Germania: vendite al dettaglio giugno -1,6% m/m da +13,9% (atteso -3,3%). In Francia: prima stima PIL trim2 a -13,8% da -5,9% (atteso -15,3%). In Spagna: 1° stima PIL trim2 -18,5% t/t da -5,2 t/t (atteso -16,6% t/t).

*Secondo i dati preliminari resi noti dall'Istat, nel secondo trimestre del 2020 si stima che il PIL dell'Italia *sia diminuito del 12,4% rispetto al trimestre precedente (consensus -15,0%) e del 17,3% in termini tendenziali (consensus -18,7%). Eurostat ha pubblicato la prima stima del PIL dell'eurozona: nel secondo trimestre 2020 il prodotto interno lordo e' atteso in calo del 12,1% su base trimestrale (in ulteriore calo rispetto alla lettura precedente -3,6%), risultando inferiore alle attese, fissate su un calo dell'11,2%, ed è diminuito del 15% su base annuale a fronte di un calo atteso pari al -13,9%.

Altro netto calo per Eni, -3,54% a 7,5410 euro, dopo il -7% di ieri. In rosso anche gli altri petroliferi Saipem -2,16% e Tenaris -2,49% a causa dell'accelerazione ribassista del greggio nel pomeriggio. Equita ha confermato la raccomandazione buy su Eni ma ha ridotto il target del 9% a 10 euro. Dopo la trimestrale uscita ieri gli analisti vedono troppi fattori di incertezza. I risultati del secondo trimestre sono stati negativi ma migliori del consensus. Rivista la strategia industriale per il 2020 e 2021 in senso conservativo. L'elemento più penalizzate è stato però la netta sforbiciata del dividendo a valere sull'esercizio 2020, dagli 0,89 euro annunciati a inizio anno a un "valore base fissato ora a 0,36 euro per azione, commisurato ad una media annua del Brent pari ad almeno 45 $/barile, ed una componente variabile crescente al crescere del prezzo Brent". Il taglio del dividendo era ampiamente atteso ma meno corposo rispetto a quello indicato dal management.

*Industriali in evidente difficoltà nel pomeriggio con CNH -5,43%, Pirelli -3,20%, Prysmian -1,68%.

Leonardo, -5,15% *a 5,41 euro, scivola in rosso dopo un ottimo avvio (massimi a inizio seduta a 5,98) in scia ai dati del primo semestre: ricavi sostanzialmente stabili su base annua, utile in netto calo a 60 milioni di euro (da 349). Il Free Operating Cash Flow è negativo per 1,889 miliardi di euro (da -1,050 un anno fa) con previsione di ritorno alla neutralità a fine anno. Il gruppo ha peggiorato la guidance 2020 ma ha confermato i solidi fondamentali di medio lungo termine.

*Anche FCA -2,00% *vira in territorio negativo dopo il rialzo evidenziato subito dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre: ricavi in calo di ben il 56% a/a a 11,707 miliardi di euro (consensus Bloomberg: 14,08 miliardi), EBIT adjusted -928 milioni da +1,53 miliardi (consensus -1,98 miliardi), risultato netto adjusted a -1,039 miliardi da +928 milioni (consensus: -1,708 miliardi).

UBI Banca +4,41% in forte rialzo anche se decisamente più contenuto rispetto al +10% circa visto per gran parte della seduta: ieri si è conclusa l'OPAS lanciata da Intesa Sanpaolo -1,60%. I risultati provvisori parlano di adesioni pari al 90,2% circa. Come ampiamente atteso l'operazione ha avuto successo: Intesa avrà la maggioranza nelle assemblee straordinarie e quindi potrà procedere all'incorporazione di UBI e alla vendita dei 532 sportelli a BPER Banca -4,27% (necessaria per l'ok dell'antitrust). Intesa potrebbe lanciare un'OPAS residuale sul flottante residuo alle stesse condizioni di quella conclusa ieri: secondo voci di mercato il rimbalzo è dovuto alle ricoperture degli short ancora aperti.

Amplifon, +4,29% a 28,95 euro, estende il rally e si avvicina ulteriormente al record storico toccato a febbraio a 30,40 euro. Il titolo approfitta ancora di dati del secondo trimestre deboli ma con buone indicazioni per la seconda parte del 2020 e il 2021.

Poste Italiane +1,87% in buona forma grazie ai dati del secondo trimestre in calo su base annua ma migliori delle attese. I ricavi si sono attestati a 2,328 miliardi di euro (-13,1% a/a, consensus 2,310), l'EBIT a 325 milioni (-29,9% a/a, consensus 282), l'utile netto a 239 milioni (-26,2% a/a, consensus 199). Confermata la strategia di remunerazione degli azionisti in vista dell'aggiornamento del piano industriale Deliver 2022 previsto entro fine anno.

Snam +1,10% positiva ma non riesce a recuperare quanto lasciato sul terreno ieri nonostante dati semestrali incoraggianti: ricavi a 1.346 milioni di euro (+3,3% a/a) e utile netto adjusted a 578 milioni, in linea con il primo semestre 2019. Il management ha confermato a circa 1,1 miliardi di euro la guidance sull'utile 2020.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)