Piazza Affari migliore in Europa con bancari, petroliferi e Telecom. Spread in calo. FTSE MIB +1,21%.

Mercati azionari europei poco sopra la parità. Wall Street contrastata: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, NASDAQ Composite -0,1%, Dow Jones Industrial +0,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,21%, il FTSE Italia All-Share a +1,19%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,66%, il FTSE Italia STAR a +0,34%.

*BTP e spread in miglioramento. *Il rendimento del decennale segna 1,02% (chiusura precedente a 1,10%), lo spread sul Bund 156 bp (da 162) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: ordini all'industria giugno +6,2% m/m da +7,7% R (atteso +5,0%). Nell'eurozona: indice prezzi alla produzione giugno +0,7% m/m e -3,7% a/a (precedente -0,6% m/m e -5,0% a/a, consensus +0,5% m/m e -3,9% a/a). In Spagna: variazione n° disoccupati luglio -89,8 mila da +5,1 mila (atteso +19,5 mila).

Bancari in deciso progresso trainati da Intesa Sanpaolo: l'indice FTSE Italia Banche segna +3,20%, l'EURO STOXX Banks +2,4%. UniCredit +3,28%, Banca MPS +8,39%, UBI Banca +2,74%, Banco BPM +4,49%. Intesa Sanpaolo +5,00% accelera al rialzo dopo l'uscita dei risultati del primo semestre, periodo chiuso con risultato netto in crescita a 2.566 milioni di euro dai 2.266 milioni dello stesso periodo del 2019. Per il 2020 il gruppo prevede "che l'utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro...e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021", senza considerare l'acquisizione di UBI Banca. Anche considerando l'acquisizione di UBI Banca, viene confermata la politica dei dividendi: inoltre il gruppo "intende ottenere l'approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell'utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020".

Telecom Italia +6,28% in forte rialzo. Sale l'attesa degli operatori per i risultati del secondo semestre che verranno approvati oggi dal cda: il consensus vede ricavi in calo del 10,1% a/a, EBITDA Organic a -7,8% a/a. Il board dovrebbe anche approvare l'offerta vincolante da 1,8 miliardi di euro di KKR per il 38% di FiberCop (la rete secondaria). Secondo indiscrezioni di Bloomberg la proposta è già stata esaminata ma la decisione potrebbe slittare. In base ad altri rumor, in FiberCop verrà conferita FlashFiber, la joint venture 80% Telecom e 20% Fastweb creata per sviluppare una rete di accesso in fibra ottica nelle 29 principali città italiane.

Bene i petroliferi in scia al balzo di BP (+6,5% a Londra) dopo i dati del secondo trimestre: Eni +4,31% e Saipem +3,07%, quest'ultima in scia alle dichiarazioni a MF del CFO, Stefano Cavacini: il gruppo è ben preparato per affrontare crisi profonde (come il crollo del petrolio nel 2014) e l'emergenza Covid non ha fermato le attività sui progetti. Per il secondo semestre il manager prevede "volumi mediamente in linea con la prima parte dell'anno, con un margine potenzialmente stabile".

FCA, +3,93% a 9,39 euro, in ulteriore progresso dopo il +4,81% di ieri: sabato è scattato l'ecobonus per acquistare auto non inquinanti e Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione buy con target incrementato da 12,50 a 14,00 euro. Oggi anche Jefferies ha migliorato il target da 9,50 a 10,50 euro. Le immatricolazioni di auto a luglio in Italia hanno fatto segnare -11,01% a/a, FCA ha fatto leggermente meglio con un -8,96%. Venerdì il gruppo automobilistico ha pubblicato risultati del secondo trimestre in calo ma migliori delle attese: ricavi in calo di ben il 56% a/a a 11,707 miliardi di euro (consensus Bloomberg: 14,08 miliardi), EBIT adjusted -928 milioni da +1,53 miliardi (consensus -1,98 miliardi), risultato netto adjusted a -1,039 miliardi da +928 milioni (consensus: -1,708 miliardi).

Seduta all'insegna della debolezza per i titoli difensivi. In rosso le utility Snam -1,27%, Terna -0,89%. Vendite anche sui farmaceutici Recordati -2,38% e soprattutto DiaSorin, -4,12% a 160,60 euro, che accelera al ribasso e mette pressione sul supporto rappresentato dal minimo del 27 luglio a 160,20 e sulla neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione da fine aprile. Una chiusura di seduta inferiore a 159 circa completerebbe il T&S favorendo l'avvio di una correzione di medio termine verso 125-130: conferme sotto 153,60. Segnali di forza sopra 174,60 per area 182.

Illimity +9,45% in forte rialzo grazie ai dati del primo semestre positivi e migliori delle attese: il gruppo ha segnato un risultato netto pari a +15 milioni di euro da -11 milioni nel sem1 2019. Nell'esercizio 2020 il management si propone di raggiungere un utile netto a circa 30 milioni.

Molto bene Mediaset +9,10%: secondo indiscrezioni di stampa alla fine della scorsa settimana Vivendi (-1,1% a Parigi) ha inviato una lettera che potrebbe preludere a un accordo su MFE, il grande polo europeo della tv in chiaro, oggetto fin qui di un'aspra battaglia legale tra i due gruppi.

doValue +5,11% accelera dopo l'annuncio di un nuovo accordo con Iccrea Banca che prevede la gestione da parte di doValue, in qualità di Special e Master Servicer, di un portafoglio di crediti in sofferenza del valore lordo di circa 2 miliardi di euro, di cui circa 0,4 miliardi di euro già in gestione. L'accordo prevede anche la fornitura di servizi di data quality. Si prevede che il portafoglio sarà oggetto di un'operazione di cartolarizzazione ex L.130/99.

De' Longhi, +3,93% a 28,06 euro, estende il rally partito a marzo e si avvicina al massimo del settembre 2018 a 28,78, ultimo ostacolo prima del ritorno sul record assoluto del 2017 a 30,00 euro. Una vittoria confermata in chiusura di seduta su quota 30,00 aprirebbe le porte ad allunghi verso area 33 almeno. In caso di flessioni primi appoggi a 25,00-25,50, segnali di debolezza di breve periodo solo alla violazione di area 24.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)