Piazza Affari negativa con utility e bancari, MPS in netta controtendenza. FTSE MIB -0,7%.

Il FTSE MIB segna -0,7%, il FTSE Italia All-Share -0,7%, il FTSE Italia Mid Cap -0,2%, il FTSE Italia STAR -0,3%.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,55% (chiusura precedente a 0,53%), lo spread sul Bund 115 bp (da 111) (dati MTS).

Mercati azionari europei negativi: EURO STOXX 50 -0,9%, FTSE 100 -0,0%, DAX -0,8%, CAC 40 -0,8%, IBEX 35 -0,5%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono deboli: S&P 500 -0,3%, NASDAQ 100 -0,4%, Dow Jones Industrial -0,2%.

Segni meno tra le utility in scia al rialzo dei rendimenti: Hera -2,4%, Enel -1,1%, A2A -0,9%.

In rosso Pirelli -2,3% a 4,26 euro. JP Morgan peggiora la raccomandazione sul titolo da neutral a underweight e riduce il target a 4,00 euro.

Bancari ancora sottotono: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,2%, appesantito da Intesa Sanpaolo -1,5% e Unicredit -1,7%. In verde Banco BPM +0,7% e BPER Banca +1,2%, su cui restano accesi i riflettori per una futura fusione.

In netta controtendenza Banca MPS +7,6%: spunta una nuova ipotesi in vista della possibile integrazione con Unicredit. Secondo il Messaggero è allo studio un progetto di separazione degli asset toscani (filiali e sede storica), in quella che potrebbe essere definita una mini-MPS (con conservazione del brand), da effettuare contestualmente alla fusione con Unicredit. La spinta verso questa soluzione arriva, sempre secondo il quotidiano romano, dalla richiesta delle istituzioni politiche locali di avere un occhio di riguardo per gli aspetti territoriali e occupazionali. La separazione del ramo d'azienda toscano renderebbe il boccone più semplice da digerire per Unicredit. Inoltre, prosegue il Messaggero, i legali della banca e della Fondazione MPS potrebbero a breve trovare un accordo per neutralizzare l'azione di responsabilità da 3,8 miliardi di euro promossa dall'ente nei confronti di Rocca Salimbeni: a metà gennaio il cda di MPS potrebbe riunirsi per esaminare il dossier.

Debole il risparmio gestito: Banca Mediolanum -1,8%, Banca Generali -1,7%, Azimut -1,3%, Anima -1,0%.

Segni positivi tra i petroliferi grazie al recupero del greggio dai minimi dal 23/12 dopo la brusca correzione dai massimi da fine febbraio 2020 toccati ieri mattina. Il future marzo sul Brent segna 51,75 $/barile (massimo ieri a 53,30, minimo a 50,60 circa), il future febbraio sul WTI 48,25 $/barile (massimo a 49,80, minimo a 47,20). Eni +1,4%, Tenaris +0,3%, Saipem +1,3%.

In verde anche Saras +1,1%. Il margine di raffinazione EMC alla fine della scorsa settimana si è attestato a -0,1 $/barile, in progresso dai -0,9 della precedente. Si è trattato del quarto rialzo consecutivo dai -2,5 $/barile del 4 dicembre.

Alerion Cleanpower +10,1% non accenna a rallentare e anche oggi tocca il nuovo massimo storico a 14,85 euro. Il gruppo attivo nell'energia da fonti rinnovabili potrebbe essere tra i maggiori beneficiari dei 52 progetti italiani attualmente allo studio per impiegare le risorse del Recovery Fund.

Gli appuntamenti macroeconomici di oggi: negli USA alle 16:00 indice ISM manifatturiero, alle 22:30 scorte settimanali petrolio (API).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)